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TEGLIE DA FORNO IN VETRO : PIREX

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Uno degli strumenti sicuramente più usato in cucina per cucinare al forno sono gli stampi o teglie in vetro , molto pratiche, resistenti e facili da pulire.Tuttavia c”è qualcuno che ha paura di usare questo tipo di teglia per il fatto che si possa rompere .

Ma conosciamo un pochino la storia di queste  teglie : teglie  in vetro ossia PIREX.

Il pyrex è un materiale che è stato brevettato nel 1915 da un’azienda statunitense, la  Corning Incorporated, che lo registrò come marchio e ormai è diffuso e utilizzato a livello internazionale.

Il pyrex nasce come  vetro borosilicato, ossia vetro mescolato a silice e triossido di boro, con la caratteristica principale di avere bassi coefficienti di dilatazione termica e di essere molto resistente agli shock termici, questa caratteristica rende il pyrex particolarmente adatto ad essere usato anche in cucina. In pyrex troviamo, infatti,  padelle, teglie,  tegami, ciotole e quant’altro

Il pyrex nasce come vetro da vetreria, ma fin da subito vennero intuiti i suoi usi in cucina. Negli anni Trenta vennero commercializzate due linee in particolare: una di ciotole e contenitori per alimenti freddi e una di padelle da usare direttamente sul piano cottura.

Nel tempo  molti team di progettazione e designer hanno contribuito a ideare nuove linee sempre più moderne e più appetibili, dato che i primi pyrex avevano un colore opaco e una tinta scura .

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  1. Anche se oggigiorno quasi tutti usiamo le teglie in pirex c’è ancora qualcuno che ha un po di timore…..niente paura non succede nulla basta solo seguire alcune semplici regole.

Innanzi tutto leggere sempre , quando acquistate uno stampo in vetro, le informazioni che la casa costruttrice vi fornisce per un corretto utilizzo.Secondariamente non cucinare assolutamente con una teglia in vetro sul fornello da cucina:queste teglie infatti sono concepite per una cottura al microonde o al forno tradizionale  e farne un uso diverso potrebbe essere pericoloso.

  • Non versare liquidi freddi in un contenitore caldo.
  • Non mettere i contenitori caldi nella lavastoviglie.
  • Non metterli direttamente sui piani di lavoro, appoggiali invece su un guanto da forno, una presina o un asciugamano.
  • Non spostare il contenitore direttamente dal congelatore al forno.

Non usare il contenitore se si è sbeccato, spaccato, graffiato o rotto. Un graffio o una sbeccatura evidente potrebbero espandersi e causare una rottura nel momento in cui il recipiente viene riscaldato; butta tutti quelli danneggiati. Analogamente, non dovresti usare quelli che sono caduti o che sono stati colpiti bruscamente con altri utensili da cucina; un uso erroneo potrebbe averli indeboliti, quindi saranno più predisposti a rompersi.

Lavare  i contenitori usando spugnette antigraffio. Nel tempo i graffi possono spaccare e rompere il vetro. Lavare  il recipiente con una spugnetta di nylon antigraffio per scongiurare il problema

  • Per rimuovere lo sporco incrostato, immergere la pirofila nell’acqua tiepida prima di lavarla. In questo modo i residui di cibo si scioglieranno e la pulizia verrà facilitata.

Alla fine possiamo dire che le pirofile in pirex sono molto comode in cucina, non difficili da pulire e si prestano a molte cotture sopratutto in forno……una volta che inizierete ad usarle non le cambierete con nient’altro.

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ZUCCHERO AROMATIZZATO CANNELLA E CACAO

Uno dei doni che possiamo realizzare per regalare questo Natale è lo zucchero aromatizzato da usare nel caffè….per farlo starete veramente poco ed anche chi non è esperto in cucina non troverà alcuna difficoltà a realizzarlo.Dovete solo stabilire se piace di più il cacao o la cannella-

Ingredienti : per lo zucchero alla cannella 500 gr di zucchero e 2 cucchiaini di cannella in polvere ;  per lo zucchero al cacao 500 gr di zucchero e 3 cucchiaini di cacao amaro.

Prendete una ciotola e versate lo zucchero.Ora aggiungete l’aroma che avete scelto ( cannella o cacao ) e mescolate per bene.Non vi resta che prendere dei vasetti e riempirli con lo zucchero così preparato e decorare il vasetto come più vi piace.

Come vedete è una ricetta molto semplice ma anche sempre molto gradita.

BUON LAVORO

SALE AROMATIZZATO ALLA MENTA E LIMONE

Sprigiona un profumo  veramente magico sopratutto mentre lo preparate….idea regalo da fare e da farsi….

Ingredienti per 1 Kg di sale aromatizzato:

  • 1 kg di fleur de sel biologico;
  • 5 limoni biologici non trattati esternamente;
  • 5 rametti di menta (20-30 foglie);
Lavate bene la frutta per pulire perfettamente la buccia. Grattugiate la scorza dei limoni facendo attenzione a non grattugiare la parte bianca dell’agrume. Una volta grattugiata la scorza, non lasciatela a contatto con l’aria perchè gli olii essenziali si asciugherebbero e la fragranza andrebbe persa. Sfogliate i rametti di menta, lavate bene le foglie e asciugatele. In un mixer capiente, versate il sale, la scorza di limone e le foglie di menta. Frullate per un minuto. Il colore deve essere uniforme come in foto. Preriscaldate il forno a 100 gradi. Una volta raggiunta la temperatura spegnete il forno. Svuotate il mixer in una teglia e fate asciugare il sale in forno con lo sportello leggermente aperto per 15-20 secondi. Versate il sale in barattolini ben lavati e sterilizzati e con la chiusura sigillata, in modo da preservare tutto il profumo.
Ovviamente potete anche dimezzare le dosi  o farne anche un quarto di dose, in questo caso adoperate 250 gr di sale , un limone e circa 10 foglie di menta.
 BUON LAVORO

LA BISTECCHIERA …QUALE USARE

Se vogliamo cucinare una buona bistecca nella maniera più naturale , senza grassi , allora dobbiamo usare la bistecchiera.

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Il suo utilizzo è molto semplice e gli accorgimenti da usare per una cottura ottimale sono pochi : anche la cuoca meno esperta otterrà ottimi risultati.

In commercio però esistono diversi tipi di bistecchiere , anche se personalmente ritengo quella in ghisa la migliore

Vediamo insieme quali sono e come si adoperano.

1)BISTECCHIERA IN GHISA

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La bistecchiera più usata e sicuramente la più adatta alle cucine domestiche è proprio la bistecchiera in ghisa.

Le proprietà del materiale fanno sì che la conduzione del calore avvenga in modo ottimale, in tempi brevi e senza l’aggiunta di grassi; inoltre, la bistecchiera in ghisa può essere usata su qualunque tipo di fornello, che sia a gas, in vetroceramica, ad induzione o elettrico.

Il trucco per cuocere alla perfezione con la bistecchiera in ghisa e per preservarne l’integrità è quello di farla scaldare per bene, quindi passare un filo di olio e quando questo inizia a fumare si può procedere alla cottura della carne.

Attenzione al lavaggio, visto che non deve mai essere messa in lavastoviglie ma pulita a mano, una volta raffreddata, avendo cura di impiegare sempre il minimo indispensabile in quanto a detergente.L’unico punto sfavorevole delle bistecchiere in ghisa è il peso.. Le migliori, ad ogni modo, sono quelle il cui fondo è scanalato, poiché riescono a raccogliere meglio i grassi di cottura ; in alcuni modelli, è presente un apposito beccuccio dal quale far fuoriuscire i liquidi.

2) BISTECCHIERA IN PIETRA OLLARE

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Una novità che è apparsa da qualche anno sul mercato , non essendo prima molto diffusa e apprezzata. La pietra ollare ha delle speciali caratteristiche termiche, tanto che è in grado di mantenere il calore accumulato fino a due ore dopo lo spegnimento della fiamma di alimentazione.

I  modelli sono numerosi, ma quello più comune è costituito da una piastra in pietra ollare adagiata su appositi supporti al di sotto dei quali viene accesa una fiamma, tenuta sotto controllo in appositi piccoli contenitori. I cibi si cuociono, quindi, per induzione, dopo essere stati sistemati, naturalmente, sulla piastra in pietra.

Sono disponibili anche dei modelli di bistecchiera in pietra ollare che possono essere scaldati direttamente sui fornelli, sia elettrici sia a gas. Alcuni, poi, possono passare dalla cucina alla tavola, essendo completi di maniglie e supporti per fungere da piatto di portata.

Una caratteristica della bistecchiera  in pietra ollare è quella di non produrre né fumo né cattivi odori e di essere naturalmente antiaderente, senza dover provvedere all’aggiunta di alcun tipo di condimento. Bisogna sottolineare, tuttavia, che non consente di grigliare rendendo “croccanti” i prodotti: piuttosto, è più votata ad una cottura dietetica e salutare, molto indicata per i formaggi e per tutte le verdure oltre che per il pesce.

Le migliori sono quelle alte più di due centimetri, di colore verdognolo e con il minor numero possibile di venature: infatti, durante l’uso è possibile che queste venature creino delle spaccature ma, se in piccolo numero, non pregiudicano l’uso della pietra neanche con il passare del tempo.

La pietra ollare non deve mai essere lavata con detersivi; per il primo uso si dovrebbe prima procedere ad un’ingrassatura con olio d’oliva per almeno 24 ore: dopo aver provveduto ad asciugare con carta assorbente quello in eccesso, potrà essere messa in funzione.

3)BISTECCHIERA ELETTRICA

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La caratteristica principale è che non funzionano con il calore generato da una fiamma ma grazie all’elettricità, alla quale sono collegate.

Le due parti che formano il corpo della bistecchiera, in cui la superiore è richiudibile a mo’ di coperchio, possiedono entrambe delle serpentine riscaldanti nelle quali passa, quindi, la corrente elettrica. Le piastre dovrebbero essere identiche a quelle di una bistecchiera tradizionale, e presentare numerose scanalature, sempre indicate per raccogliere i grassi.

La bistecchiera elettrica non crea differenze, in quanto a caratteristiche del cibo, rispetto a quelle classiche  ma bisogna prestare maggiore attenzione alla temperatura d’uso, perché quando diventa troppo elevata alcuni cibi perdono le proprie caratteristiche nutrizionali. Ecco perché alcuni modelli consentono di impostare la temperatura desiderata, mantenendola sempre sotto controllo anche durante la cottura.

La bistecchiera elettrica ha un vantaggio, rispetto a quella tradizionale, per ciò che riguarda lo sporco e l’odore del cucinato. Infatti, si riducono notevolmente il fumo e l’odore e, per di più, possono essere preferiti quei modelli dotati di appositi dispositivi antifumo e mangia odori.

A questo serve, per esempio, un vassoio da collocare al di sotto del piano di cottura, riempiendolo di acqua. Di norma, le bistecchiere elettriche più grandi sono anche quelle migliori dal punto di vista qualitativo per ciò che riguarda le prestazioni: tuttavia, si tratta anche di quelle meno maneggevoli e indicate solo per chi ha adeguato spazio per riporle, anche una volta chiuse.

4) BISTECCHIERA  ANTIADERENTE

Tra le bistecchiere questa è sicuramente tra le più economiche ma ha solo un rivestimento esterno antiaderente che con il passare del tempo , anche se avete le dovute cure, inevitabilmente viene a mancare riducendo così sia l’efficacia di cottura che  la qualità del materiale( una volta che il rivestimento viene a mancare la pentola diviene tossica e bisogna sostituirla).

Personalmente penso che sia meglio acquistare da subito un prodotto migliore.( esperienza personale io ne ho cambiate due prima di arrendermi e spendere  un po di più.Se l’avessi fatto sin dal primo acquisto avrei risparmiato  molto)

MANUTENZIONE

Le bistecchiere, per durare nel tempo, devono essere adeguatamente manutenute, soprattutto per ciò che riguarda la pulizia. Purtroppo, si tratta di utensili che si sporcano davvero molto, e pulirle per bene, senza rovinarle sembra essere impresa piuttosto complicata, dal momento che molte case costruttrici spiegano anche che sarebbe preferibile usare molto poco detersivo se non evitarlo del tutto.

Ecco, quindi, che la soluzione ideale potrebbe essere rappresentata dai vecchi e cari “rimedi della nonna”. Si tratta di piccoli trucchi, spesso anche a buon mercato, per riuscire a cavarsela in numerose circostanze.

L’occorrente consiste in un panno di spugna, in un limone, un po’ di bicarbonato, dell’aceto, dell’olio, del sale grosso e della carta assorbente.

La prima operazione da compiere è sfregare ben bene con il sale grosso tutta la piastra della bistecchiera, dopodiché il sale va eliminato con l’aiuto di un panno asciutto. Sarebbe preferibile eseguire una prima operazione di pulizia, ancorché grossolana, a caldo, strofinando la superficie della bistecchiera con della carta assorbente.

Spesso si sottovaluta che una bistecchiera in ghisa, ma anche elettrica, comunque con scanalature, se pulita con acqua, può molto facilmente arrugginirsi: è preferibile, quindi, non farvi ricorso o asciugarla immediatamente e in modo molto accurato.

Con l’aceto si può sgrassare a dovere la piastra, addirittura è possibile lasciarvela immersa per qualche minuto, così da eliminare il più possibile gli odori sgradevoli. A questo punto, la bistecchiera dovrebbe essere ben pulita ma, se così non fosse, si potrà ricorrere al bicarbonato, con il quale cospargere la piastra, insieme ad un poco d’acqua.

Una paglietta di ferro può essere molto utile per eliminare le incrostazioni e i residui di cibo. Attenzione a non mettere mai nessun tipo di bistecchiera in lavastoviglie e a non usare detergenti aggressivi.

Se possibile, sarebbe il caso di avere una bistecchiera per la carne e una per il pesce, visto che l’odore di quest’ultimo è ancora più difficile da eliminare e impregnerà anche la carne cotta successivamente per un certo numero di volte.

 

POP CORN DA PAURA

Se anche voi state pensando di fare una piccola festicciola per Halloween ai vostri bambini e non volete lavorare molto….questa potrebbe essere una soluzione

Occorrente: sacchetti misura piccola ( cui fa una misura piccola che va benissimo)   , pennarello nero indelebile , pop con.

Disegnate su ogni sacchetto una faccina a vostro piacimento purché si adatti al tema halloween (quindi mostruosa), dopodiché lasciate asciugare un attimo e riempite ogni sacchetto con un po do pop con ( se volete li fate voi  o se volete li comperate già pronti) ; chiudete bene ogni sacchetto ed il gioco e fatto.

Potete predisporre un sacchetto per ogni posto a sedere in tavola o metterli tutti assieme , regalarli PWR una merenda assieme a qualche altro dolcetto o come più vi piace…Una cosa è sicura : tra i bimbi hanno riscosso un enorme successo ( noi li abbiamo portati a scuola ed erano rutti entusiasti per una cosa da poco…)

Fantasmini di Halloween con tovaglioli di carta

Se anche voi volete fare felici i vostri piccini decorando la casa per la notte di Halloween , ecco pronta un’idea economica e graziosa che potrete realizzare assieme ai bambini.

Cosa occorre : tovaglioli di carta arancioni e gialli, lana, fogli di giornale, pennarello nero.

Per realizzare i fantasmini dovete allargare bene il tovagliolo sul tavolo; con il foglio di giornale create una pallina appallottola dolo tra le mani.

Posizionate la pallina di carta al centro  ,prendete i 4 lembi del tovagliolo e legate  con del filo di lana lasciando una parte di filo anche per  poter poi appendere il fantasma.

Disegnate occhi e bocca ed il gioco è fatto.

 

 

“PLAFONIERA ” DI CICLAMINI

Nel corridoio avevo due lampadari un pò vecchiotti e non più tanto belli(li ho trovati già qua quando abbiamo comperato casa)…..decido di toglierli e mettere due plafoniere da soffitto.Però mi dispiaceva buttare via quel lampadario senza inventarmi qualcosa per poterlo riutilizzare….

Da qui ecco che nasce l’idea: un vaso di fiori.

Quello che ho adoperato: un lampadario , terra per ciclamini ( o altra pianta ) 2 ciclamini

Ho smontato la lampada ed il porta lampada, l’ho ben lavato e pulito, ho messo dei sassi nel buco dove passava la lampadina per ostruire il buco e non far cadere la terra creando anche uno scolo quando vado a bagnare le piantine, ho comperato due ciclamini, aggiunto la terra i fiori, compattato bene il tutto e….il risultato finale mi è proprio piaciuto!!

Questa potrebbe essere un’idea se volete riciclare dei vecchi lampadari che per forma e dimensioni si prestino ovviamente….

LE PADELLE

Un po di tempo fa abbiamo parlato delle pentole, caratteristiche , usi, tipi, ecc.

Insieme alle pentole popolano la cucina le padelle anch’esse essenziali per cucinare tutti i nostri cibi.Approfondiamo allora anche l’argomento padelle.

In commercio esistono diversi tipi di padelle che differenziano tra loro per tipo di materiale , altezza del bordo e antiaderenza.

Esistono anche padelle per appositi usi, soprattutto professionali, come la padella per cottura a induzione, oppure la padella a mantecare e a saltare.

Vediamo insieme.

Con una padella di forma, dimensioni e materiale adatti noterete un’ enorme differenza durante la cottura, come nel risultato finale. Con 3 o 4 padelle scelte in maniera adeguata è possibile preparare la maggior parte dei cibi in modo più che soddisfacente.

Le padelle con bordo basso sono indicate per far scivolare fuori il contenuto, come le frittate, quelle a bordo alto sono più capienti e proteggono dagli schizzi, le padelle con bordo svasato consentono un utilizzo più agevole di cucchiai e spatole.

Ogni pietanza va cucinata nella padella giusta: se  la padella è troppo grande si rischia di bruciare il cibo o di farlo evaporare troppo in fretta, se  la padella è troppo piccola si ottiene una cottura al vapore al posto di una rosolatura, diventa difficile mescolare il cibo e il risultato non è quello desiderato.

Se dobbiamo friggere il fondo della padella deve scaldarsi in fretta .

Per cucinare con pochi grassi è indispensabile utilizzare padelle con rivestimento antiaderente in Teflon.

Dobbiamo, innanzitutto, tenere presente che i materiali delle padelle sono caratterizzati da due parametri distintivi che li rendono più adatti ad alcuni tipi di cottura piuttosto che ad altri.

Questi due parametri sono:

1) Conducibilità termina

2) Uniformità

La conducibilità termina è la capacità di una padella di scaldarsi e raffreddarsi in fretta consentendo così una maggiore facilità nella cottura dei cibi che possono bruciare facilmente.

L’uniformità consiste  nella distribuzione del calore su tutta la superficie della pentola, evitando che il cibo si bruci in alcune zone e non si cuocia in altre.

Un’alta conducibilità termica e un’elevata uniformità del calore sono richieste, ad esempio, per tutte le cotture veloci (come nel caso dei soffritti, delle carni in padella, delle frittate, ecc.), e, in genere, in tutti quei casi dove la precisione è d’obbligo (per esempio, nella cottura del risotto, per evitare che scuocia con il calore mantenuto dalla pentola).

Altre preparazioni, invece, necessitano di un materiale a bassa conducibilità (che si scaldi quindi lentamente e che mantenga a lungo il calore), come nella preparazione delle zuppe e nella carne in umido, o per cotture lunghe come quelle dei legumi.

PADELLE IN ALLUMINIO

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Pregi:  l’alluminio è un materiale altamente utilizzato non solo in cucina ma anche nelle applicazioni biomedicali per l’assenza di tossicità biologica. Questa sorta di ceramica infatti non presenta il fenomeno del rigetto quando è a contatto con i tessuti viventi. Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe credere, l’utilizzo di padelle in alluminio non è controindicato per chi è allergico al nichel, in quanto durante la cottura il rilascio di questa sostanza è davvero minimale (a differenza dell’acciaio che,a contatto con alimenti acidi, rilascia quote di nichel potenzialmente tossiche). Tra le caratteristiche dell’alluminio, inoltre, dobbiamo ricordare la sua ottima conducibilità termica – quindi non bisogna mai usare una fiamma troppo alta né riscaldare la padella quando è vuota – la sua notevole resistenza agli urti,agli shock termici, alle abrasioni e alle corrosioni. Un altro punto di forza delle padelle in alluminio riguarda il loro peso specifico, particolarmente leggero e perciò adatto per un utilizzo quotidiano. Ottima anche la convenienza del rapporto qualità-prezzo.
Difetti: utilizzare padelle in alluminio è sconsigliato per le cotture di cibi fortemente acidi e salati (ad esempio marinate o salamoie), per questo in genere si consiglia di aggiungere il sale solo a cottura quasi finita per non intaccare il metallo.
Tipologie di cottura: grazie all’ottima conducibilità termica, che non richiede l’uso di una fiamma eccessivamente alta, l’alluminio è un materiale particolarmente indicato per una cucina a basso contenuto di grassi e, quindi, nella preparazione di carni bianche e pesce.
Pulizia e manutenzione: se volete lavare le vostre padelle di alluminio in lavastoviglie, considerate che la particolare aggressività del detergente utilizzato potrebbe causare delle macchie (semplici inestetismi che non vanno in alcun modo ad intaccare l’integrità dello strumento di cottura). È consigliato, quindi, prediligere un lavaggio a mano con detergenti delicati senza usare spugnette abrasive.

PADELLE IN ACCIAIO INOSSIDABILE

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Pregi: le padelle in acciaio possiedono un’elevata resistenza alle abrasioni e alla corrosione.
Difetti: materiale dalla fascia di prezzo elevato. L’utilizzo di strumenti di cottura in acciaio, inoltre, può essere sconsigliato per chi presenta particolari allergie, in quanto durante la cottura rilascia tracce di nichel e cromo potenzialmente nocive.
Tipologie di cottura: la scarsa capacità di condurre calore rende l’acciaio inadatto per tutte quelle cotture che prevedono il contatto diretto con il cibo e, in genere, l’uso eccessivo di grassi, in quanto durante la cottura è facile che schizzi di cibo e di materia grassa carbonizzino sui bordi della padella data la diversa temperatura rispetto al fondo. Con le pentole in acciaio il metodo ideale per la cottura consiste nel riscaldare il liquido in esse contenuto, il quale a sua volta cuocerà il cibo, evitando il contatto diretto con il materiale. Per questo motivo l’acciaio è perfetto per le cotture a bagno-maria (dove il contenitore non ha il liquido all’interno, ma all’esterno), per le bolliture e le cotture a immersione. L’acciaio, inoltre, è particolarmente indicato per le marinature di prodotti acidi, salamoie e immersioni di pietanze a freddo.
Pulizia e manutenzione: per rimuovere le macchie ostinate, potete usare dell’olio extravergine d’oliva. L’olio è perfetto per fare scomparire gli aloni. Per la lucidatura e per rimuovere i residui di calcare, invece, il rimedio migliore è costituito da aceto di vino bianco puro. In alternativa potete mescolare mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio con due cucchiai d’acqua bollente e utilizzare il composto per strofinare la vostra padella con l’aiuto di una spugna. Per evitare la formazione di aloni, ricordatevi di risciacquare e asciugare subito dopo il lavaggio.

PADELLE IN RAME

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Pregi: se volete sfruttare al meglio la capacità di condurre il calore dei vostri strumenti di cottura, la scelta delle padelle in rame è sicuramente la più indicata. L’utilizzo ottimale si ottiene inserendo uno spargi fiamma fra le padelle in rame e le fonti di calore, quali: piastre, stufe o fuoco.
Difetti: il rame, essendo un materiale dalla fascia di prezzo alta, ha un costo che lo rende accessibile a pochi e il suo peso specifico abbastanza elevato lo rende inadatto per le cotture quotidiane.
Tipologie di cottura: le padelle in rame sono particolarmente indicate per le cotture lente e costanti a basse temperature, quindi, è sconsigliato usare strumenti in rame stagnato con temperature superiori ai 220 °C per evitare la fusione dello stagno. Le padelle in rame si possono utilizzare tranquillamente per cibi non acidi (la polenta è il più classico degli esempi), oppure per bollire pasta e verdure; ma anche per le preparazioni pasticcere che non rimangono mai a lungo nel tegame stesso. Al contrario, è sconsigliato usare padelle in rame per cucinare cibi acidi come pomodori (ricchi di acidi citrico e malico), salse agrodolci e in genere alimenti che richiedano l’aggiunta di sostanze acide durante la cottura.
Pulizia e manutenzione: non servitevi mai di lana d’acciaio e, in genere, di pagliette ruvide, in quanto c’è il rischio che lo strato di stagno venga intaccato. Per la lucidatura esterna si può utilizzare un impasto di farina gialla e aceto bianco o limone.

PADELLE IN GHISA

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Pregi: materiale tradizionale e di nobile presenza in tavola, la ghisa possiede un utilizzo notevolmente trasversale. È ideale per qualsiasi tipo di pietanza e perfetto come strumento per servire le vostre portate. Le padelle in ghisa cuociono su ogni fonte di calore, induzione compresa, e conservano particolarmente bene il freddo, quindi possono essere riposte in frigorifero o in freezer senza problemi.
Difetti: il pregio caratteristico della ghisa, ovvero il funzionamento dell’accumulo di calore, essendo indicata per cotture medio-lunghe, può rappresentare un limite se si ha poco tempo a disposizione. La ghisa, inoltre, è un materiale con un elevato peso specifico quindi meno maneggevole rispetto ad altri materiali come, per esempio, l’alluminio.
Tipologie di cottura: la ghisa, consentendo al cibo di cuocere gradualmente, senza perdere troppi liquidi, è particolarmente indicata per rosolare verdure, dorare, brasare e stufare. Grazie al suo elevato calore specifico, inoltre,  una volta raggiunta la temperatura ottimale, riesce a mantenerla costante permettendo anche la preparazione di cibi alla griglia, come la carne.
Pulizia e manutenzione: il lavaggio prolungato in lavastoviglie, a causa dell’aggressività dei detersivi, può nel tempo rendere opaca la smaltatura, quindi, si consiglia di lavare gli strumenti in ghisa in acqua calda con un normale detersivo per piatti utilizzando una spugna non abrasiva. Se la padella in ghisa ha la manicatura in legno ricordatevi di non utilizzarla né in forno, né in lavastoviglie.

PADELLE IN PIETRA

 

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Pregi: cucinare su padelle in pietra significa prediligere cotture semplici e veloci. La pietra, infatti, pur avendo una bassa conducibilità termica, trattiene a lungo il calore e ha delle ottime proprietà antiaderenti. Il calore è distribuito omogeneamente in modo dolce e prolungato e, se posizionata sul forno, la conducibilità è completa e uniforme.
Difetti: la notevole porosità della pietra la rende particolarmente delicata ad eventuali contaminazioni di sapori e odori. L’elevato peso specifico, inoltre, non la rende del tutto maneggevole.
Tipologie di cottura:  l’antiaderenza intrinseca della pietra consente di cucinare alla perfezione carne o pesce senza l’aggiunta di grassi e senza il rischio che gli alimenti si attacchino sul fondo.
Pulizia e manutenzione:  le caratteristiche della pietra rendono particolarmente facile la pulizia della superficie di cottura. Si sconsiglia l’utilizzo della lavastoviglie e in genere di detersivi: prediligete, invece, lavaggi a base di acqua e aceto o acqua e limone.

PADELLE IN FERRO

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Pregi: i materiali per la cottura in ferro hanno un’ottima resistenza agli urti, agli shock termici e alle abrasioni. Il costo della materia prima molto basso, inoltre, rendono le padelle in ferro estremamente economiche.
Difetti: le padelle in ferro presentano l’elevato rischio di far scottare i cibi a causa della loro scarsa capacità di condurre calore in modo uniforme e graduale. Inoltre, hanno lo svantaggio di arrugginire in fretta se non vengono asciugate bene dopo l’uso.
Tipologie di cottura: la scarsa conducibilità di calore del ferro lo rende perfetto per le fritture in quanto limita l’innalzamento della temperatura dell’olio al punto di fumo.
Pulizia e manutenzione: il ferro tende ad arrugginire facilmente, per questo consigliamo di scaldare la padella e di spazzolarla con una paglietta in caso ci sia una piccola presenza di ruggine. Può anche essere passato uno straccio con del sale grosso, avendo cura di risciacquarlo abbondantemente con acqua dopo il trattamento, asciugare per bene e infine proteggere la vostra padella con un velo di olio per alimenti.

PADELLE IN TERRACOTTA ED IN VETRO DA FUOCO

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Pregi: le caratteristiche principali di questi materiali sono quelle di avere un’ottima capacità di mantenere il calore e di essere notevolmente leggeri grazie al loro basso peso specifico.
Difetti: l’elevato costo dei materiali e la loro estrema fragilità li rendono poco convenienti e adatti ad esigenze quotidiane.
Tipologie di cottura: il riscaldamento uniforme delle padelle in terracotta e vetro da fuoco le rendeparticolarmente consigliate quando si devono cuocere minestre di verdura, risotti, sughi, stufati, legumi e cereali.
Pulizia e manutenzione: la pulizia di questi materiali è molto facile e veloce. Riempite la pentola di acqua calda, lasciate agire qualche ora in modo che il grasso incorporato durante la cottura si sciolga, lavate con poco detersivo per piatti (possibilmente detergente naturale) con l’aiuto di una spugnetta antigraffio per non rovinare lo smalto, risciacquate accuratamente e, infine, fate asciugare in posizione rovesciata.

UN PO DI ESTATE IN CASA

L’estate è una delle stagioni che piace a tutti..allora portiamone un pochino anche in casa come ricordo di una vacanza o semplicemente di una bella giornata al mare.

Occorrente:un vaso di vetro trasparente ( io ho optato per una boule), un po di sabbia di mare o di fiume (come nel mio caso), una candela nei colori che preferite, qualche conchiglia.

L’esecuzione per realizzare questa decorazione è molto semplice: mettiamo per prima cosa la sabbia nella boule di vetro, quindi incastriamo la candela facendola scendere un pochino nella sabbia e decoriamo con le conchiglie.

Vaso pronto e …molto carino!

 

BUON LAVORO

COME ELIMINARE I CATTIVI ODORI DALLE STOVIGLIE

Quante volte vi è capitato di lavare accuratamente i vostri piatti sopratutto dopo aver mangiato pesce o uova e di sentire ancora uno sgradevole odore?

Esiste però un rimedio molto semplice per riportare il profumo sulle stoviglie senza il bisogno di additivi chimici e senza dover spendere in prodotti specifici.

Tutto quello che ci serve è semplicemente dell’aceto e un limone se usiamo la lavastoviglie.

Il segreto per avere piatti senza aromi poco piacevoli, è sciacquarli subito sotto un getto d’acqua fredda dopo aver tolto ogni residuo di cibo; successivamente, basterà unire un bicchiere d’aceto bianco al normale detersivo per i piatti e lasciare piatti e stoviglie a bagno per qualche minuto. Procedere poi al lavaggio mettendo sulla spugna una goccia di detersivo ed un po’ di aceto, sciacquare sotto l’acqua fredda per eliminare tutti i residui di schiuma e lasciare asciugare. L’aceto bianco neutralizzerà l’odore di pesce ed evaporerà scomparendo completamente, non lasciando nessuna traccia.

Per chi usa la lavastoviglie, dopo aver sciacquato tutto sotto l’acqua fredda, nebulizzare l’aceto su tutte le stoviglie con uno spruzzino, aggiungendo nella vaschetta del detersivo anche un cucchiaio di bicarbonato e nel cestello insieme alle stoviglie aggiungere un limone tagliato a metà. È consigliabile lavare i piatti e le pentole usate per cucinare il pesce separatamente dalle altre, in quanto rischierebbero di “contaminare” la altre con un odore sgradevole.

Ovviamente stesso discorso vale per eliminare l’odore prodotto dalle cotture a base di uova.

In questo modo come vedete usiamo prodotti che abbiamo normalmente in casa senza dover spendere nulla e sopratutto sono tutte cose naturali.

Un’altro rimedio è quello che prevede l’uso della varechina ma personalmente  non volendo usare se possibile prodotti chimici preferisco non approfondire…..spero mi capirete….

Spero di avervi fatto cosa gradita.  A presto