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Tutte le cose che possono interessare la nostra abitazione.

“PLAFONIERA ” DI CICLAMINI

Nel corridoio avevo due lampadari un pò vecchiotti e non più tanto belli(li ho trovati già qua quando abbiamo comperato casa)…..decido di toglierli e mettere due plafoniere da soffitto.Però mi dispiaceva buttare via quel lampadario senza inventarmi qualcosa per poterlo riutilizzare….

Da qui ecco che nasce l’idea: un vaso di fiori.

Quello che ho adoperato: un lampadario , terra per ciclamini ( o altra pianta ) 2 ciclamini

Ho smontato la lampada ed il porta lampada, l’ho ben lavato e pulito, ho messo dei sassi nel buco dove passava la lampadina per ostruire il buco e non far cadere la terra creando anche uno scolo quando vado a bagnare le piantine, ho comperato due ciclamini, aggiunto la terra i fiori, compattato bene il tutto e….il risultato finale mi è proprio piaciuto!!

Questa potrebbe essere un’idea se volete riciclare dei vecchi lampadari che per forma e dimensioni si prestino ovviamente….

LE PADELLE

Un po di tempo fa abbiamo parlato delle pentole, caratteristiche , usi, tipi, ecc.

Insieme alle pentole popolano la cucina le padelle anch’esse essenziali per cucinare tutti i nostri cibi.Approfondiamo allora anche l’argomento padelle.

In commercio esistono diversi tipi di padelle che differenziano tra loro per tipo di materiale , altezza del bordo e antiaderenza.

Esistono anche padelle per appositi usi, soprattutto professionali, come la padella per cottura a induzione, oppure la padella a mantecare e a saltare.

Vediamo insieme.

Con una padella di forma, dimensioni e materiale adatti noterete un’ enorme differenza durante la cottura, come nel risultato finale. Con 3 o 4 padelle scelte in maniera adeguata è possibile preparare la maggior parte dei cibi in modo più che soddisfacente.

Le padelle con bordo basso sono indicate per far scivolare fuori il contenuto, come le frittate, quelle a bordo alto sono più capienti e proteggono dagli schizzi, le padelle con bordo svasato consentono un utilizzo più agevole di cucchiai e spatole.

Ogni pietanza va cucinata nella padella giusta: se  la padella è troppo grande si rischia di bruciare il cibo o di farlo evaporare troppo in fretta, se  la padella è troppo piccola si ottiene una cottura al vapore al posto di una rosolatura, diventa difficile mescolare il cibo e il risultato non è quello desiderato.

Se dobbiamo friggere il fondo della padella deve scaldarsi in fretta .

Per cucinare con pochi grassi è indispensabile utilizzare padelle con rivestimento antiaderente in Teflon.

Dobbiamo, innanzitutto, tenere presente che i materiali delle padelle sono caratterizzati da due parametri distintivi che li rendono più adatti ad alcuni tipi di cottura piuttosto che ad altri.

Questi due parametri sono:

1) Conducibilità termina

2) Uniformità

La conducibilità termina è la capacità di una padella di scaldarsi e raffreddarsi in fretta consentendo così una maggiore facilità nella cottura dei cibi che possono bruciare facilmente.

L’uniformità consiste  nella distribuzione del calore su tutta la superficie della pentola, evitando che il cibo si bruci in alcune zone e non si cuocia in altre.

Un’alta conducibilità termica e un’elevata uniformità del calore sono richieste, ad esempio, per tutte le cotture veloci (come nel caso dei soffritti, delle carni in padella, delle frittate, ecc.), e, in genere, in tutti quei casi dove la precisione è d’obbligo (per esempio, nella cottura del risotto, per evitare che scuocia con il calore mantenuto dalla pentola).

Altre preparazioni, invece, necessitano di un materiale a bassa conducibilità (che si scaldi quindi lentamente e che mantenga a lungo il calore), come nella preparazione delle zuppe e nella carne in umido, o per cotture lunghe come quelle dei legumi.

PADELLE IN ALLUMINIO

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Pregi:  l’alluminio è un materiale altamente utilizzato non solo in cucina ma anche nelle applicazioni biomedicali per l’assenza di tossicità biologica. Questa sorta di ceramica infatti non presenta il fenomeno del rigetto quando è a contatto con i tessuti viventi. Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe credere, l’utilizzo di padelle in alluminio non è controindicato per chi è allergico al nichel, in quanto durante la cottura il rilascio di questa sostanza è davvero minimale (a differenza dell’acciaio che,a contatto con alimenti acidi, rilascia quote di nichel potenzialmente tossiche). Tra le caratteristiche dell’alluminio, inoltre, dobbiamo ricordare la sua ottima conducibilità termica – quindi non bisogna mai usare una fiamma troppo alta né riscaldare la padella quando è vuota – la sua notevole resistenza agli urti,agli shock termici, alle abrasioni e alle corrosioni. Un altro punto di forza delle padelle in alluminio riguarda il loro peso specifico, particolarmente leggero e perciò adatto per un utilizzo quotidiano. Ottima anche la convenienza del rapporto qualità-prezzo.
Difetti: utilizzare padelle in alluminio è sconsigliato per le cotture di cibi fortemente acidi e salati (ad esempio marinate o salamoie), per questo in genere si consiglia di aggiungere il sale solo a cottura quasi finita per non intaccare il metallo.
Tipologie di cottura: grazie all’ottima conducibilità termica, che non richiede l’uso di una fiamma eccessivamente alta, l’alluminio è un materiale particolarmente indicato per una cucina a basso contenuto di grassi e, quindi, nella preparazione di carni bianche e pesce.
Pulizia e manutenzione: se volete lavare le vostre padelle di alluminio in lavastoviglie, considerate che la particolare aggressività del detergente utilizzato potrebbe causare delle macchie (semplici inestetismi che non vanno in alcun modo ad intaccare l’integrità dello strumento di cottura). È consigliato, quindi, prediligere un lavaggio a mano con detergenti delicati senza usare spugnette abrasive.

PADELLE IN ACCIAIO INOSSIDABILE

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Pregi: le padelle in acciaio possiedono un’elevata resistenza alle abrasioni e alla corrosione.
Difetti: materiale dalla fascia di prezzo elevato. L’utilizzo di strumenti di cottura in acciaio, inoltre, può essere sconsigliato per chi presenta particolari allergie, in quanto durante la cottura rilascia tracce di nichel e cromo potenzialmente nocive.
Tipologie di cottura: la scarsa capacità di condurre calore rende l’acciaio inadatto per tutte quelle cotture che prevedono il contatto diretto con il cibo e, in genere, l’uso eccessivo di grassi, in quanto durante la cottura è facile che schizzi di cibo e di materia grassa carbonizzino sui bordi della padella data la diversa temperatura rispetto al fondo. Con le pentole in acciaio il metodo ideale per la cottura consiste nel riscaldare il liquido in esse contenuto, il quale a sua volta cuocerà il cibo, evitando il contatto diretto con il materiale. Per questo motivo l’acciaio è perfetto per le cotture a bagno-maria (dove il contenitore non ha il liquido all’interno, ma all’esterno), per le bolliture e le cotture a immersione. L’acciaio, inoltre, è particolarmente indicato per le marinature di prodotti acidi, salamoie e immersioni di pietanze a freddo.
Pulizia e manutenzione: per rimuovere le macchie ostinate, potete usare dell’olio extravergine d’oliva. L’olio è perfetto per fare scomparire gli aloni. Per la lucidatura e per rimuovere i residui di calcare, invece, il rimedio migliore è costituito da aceto di vino bianco puro. In alternativa potete mescolare mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio con due cucchiai d’acqua bollente e utilizzare il composto per strofinare la vostra padella con l’aiuto di una spugna. Per evitare la formazione di aloni, ricordatevi di risciacquare e asciugare subito dopo il lavaggio.

PADELLE IN RAME

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Pregi: se volete sfruttare al meglio la capacità di condurre il calore dei vostri strumenti di cottura, la scelta delle padelle in rame è sicuramente la più indicata. L’utilizzo ottimale si ottiene inserendo uno spargi fiamma fra le padelle in rame e le fonti di calore, quali: piastre, stufe o fuoco.
Difetti: il rame, essendo un materiale dalla fascia di prezzo alta, ha un costo che lo rende accessibile a pochi e il suo peso specifico abbastanza elevato lo rende inadatto per le cotture quotidiane.
Tipologie di cottura: le padelle in rame sono particolarmente indicate per le cotture lente e costanti a basse temperature, quindi, è sconsigliato usare strumenti in rame stagnato con temperature superiori ai 220 °C per evitare la fusione dello stagno. Le padelle in rame si possono utilizzare tranquillamente per cibi non acidi (la polenta è il più classico degli esempi), oppure per bollire pasta e verdure; ma anche per le preparazioni pasticcere che non rimangono mai a lungo nel tegame stesso. Al contrario, è sconsigliato usare padelle in rame per cucinare cibi acidi come pomodori (ricchi di acidi citrico e malico), salse agrodolci e in genere alimenti che richiedano l’aggiunta di sostanze acide durante la cottura.
Pulizia e manutenzione: non servitevi mai di lana d’acciaio e, in genere, di pagliette ruvide, in quanto c’è il rischio che lo strato di stagno venga intaccato. Per la lucidatura esterna si può utilizzare un impasto di farina gialla e aceto bianco o limone.

PADELLE IN GHISA

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Pregi: materiale tradizionale e di nobile presenza in tavola, la ghisa possiede un utilizzo notevolmente trasversale. È ideale per qualsiasi tipo di pietanza e perfetto come strumento per servire le vostre portate. Le padelle in ghisa cuociono su ogni fonte di calore, induzione compresa, e conservano particolarmente bene il freddo, quindi possono essere riposte in frigorifero o in freezer senza problemi.
Difetti: il pregio caratteristico della ghisa, ovvero il funzionamento dell’accumulo di calore, essendo indicata per cotture medio-lunghe, può rappresentare un limite se si ha poco tempo a disposizione. La ghisa, inoltre, è un materiale con un elevato peso specifico quindi meno maneggevole rispetto ad altri materiali come, per esempio, l’alluminio.
Tipologie di cottura: la ghisa, consentendo al cibo di cuocere gradualmente, senza perdere troppi liquidi, è particolarmente indicata per rosolare verdure, dorare, brasare e stufare. Grazie al suo elevato calore specifico, inoltre,  una volta raggiunta la temperatura ottimale, riesce a mantenerla costante permettendo anche la preparazione di cibi alla griglia, come la carne.
Pulizia e manutenzione: il lavaggio prolungato in lavastoviglie, a causa dell’aggressività dei detersivi, può nel tempo rendere opaca la smaltatura, quindi, si consiglia di lavare gli strumenti in ghisa in acqua calda con un normale detersivo per piatti utilizzando una spugna non abrasiva. Se la padella in ghisa ha la manicatura in legno ricordatevi di non utilizzarla né in forno, né in lavastoviglie.

PADELLE IN PIETRA

 

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Pregi: cucinare su padelle in pietra significa prediligere cotture semplici e veloci. La pietra, infatti, pur avendo una bassa conducibilità termica, trattiene a lungo il calore e ha delle ottime proprietà antiaderenti. Il calore è distribuito omogeneamente in modo dolce e prolungato e, se posizionata sul forno, la conducibilità è completa e uniforme.
Difetti: la notevole porosità della pietra la rende particolarmente delicata ad eventuali contaminazioni di sapori e odori. L’elevato peso specifico, inoltre, non la rende del tutto maneggevole.
Tipologie di cottura:  l’antiaderenza intrinseca della pietra consente di cucinare alla perfezione carne o pesce senza l’aggiunta di grassi e senza il rischio che gli alimenti si attacchino sul fondo.
Pulizia e manutenzione:  le caratteristiche della pietra rendono particolarmente facile la pulizia della superficie di cottura. Si sconsiglia l’utilizzo della lavastoviglie e in genere di detersivi: prediligete, invece, lavaggi a base di acqua e aceto o acqua e limone.

PADELLE IN FERRO

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Pregi: i materiali per la cottura in ferro hanno un’ottima resistenza agli urti, agli shock termici e alle abrasioni. Il costo della materia prima molto basso, inoltre, rendono le padelle in ferro estremamente economiche.
Difetti: le padelle in ferro presentano l’elevato rischio di far scottare i cibi a causa della loro scarsa capacità di condurre calore in modo uniforme e graduale. Inoltre, hanno lo svantaggio di arrugginire in fretta se non vengono asciugate bene dopo l’uso.
Tipologie di cottura: la scarsa conducibilità di calore del ferro lo rende perfetto per le fritture in quanto limita l’innalzamento della temperatura dell’olio al punto di fumo.
Pulizia e manutenzione: il ferro tende ad arrugginire facilmente, per questo consigliamo di scaldare la padella e di spazzolarla con una paglietta in caso ci sia una piccola presenza di ruggine. Può anche essere passato uno straccio con del sale grosso, avendo cura di risciacquarlo abbondantemente con acqua dopo il trattamento, asciugare per bene e infine proteggere la vostra padella con un velo di olio per alimenti.

PADELLE IN TERRACOTTA ED IN VETRO DA FUOCO

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Pregi: le caratteristiche principali di questi materiali sono quelle di avere un’ottima capacità di mantenere il calore e di essere notevolmente leggeri grazie al loro basso peso specifico.
Difetti: l’elevato costo dei materiali e la loro estrema fragilità li rendono poco convenienti e adatti ad esigenze quotidiane.
Tipologie di cottura: il riscaldamento uniforme delle padelle in terracotta e vetro da fuoco le rendeparticolarmente consigliate quando si devono cuocere minestre di verdura, risotti, sughi, stufati, legumi e cereali.
Pulizia e manutenzione: la pulizia di questi materiali è molto facile e veloce. Riempite la pentola di acqua calda, lasciate agire qualche ora in modo che il grasso incorporato durante la cottura si sciolga, lavate con poco detersivo per piatti (possibilmente detergente naturale) con l’aiuto di una spugnetta antigraffio per non rovinare lo smalto, risciacquate accuratamente e, infine, fate asciugare in posizione rovesciata.

UN PO DI ESTATE IN CASA

L’estate è una delle stagioni che piace a tutti..allora portiamone un pochino anche in casa come ricordo di una vacanza o semplicemente di una bella giornata al mare.

Occorrente:un vaso di vetro trasparente ( io ho optato per una boule), un po di sabbia di mare o di fiume (come nel mio caso), una candela nei colori che preferite, qualche conchiglia.

L’esecuzione per realizzare questa decorazione è molto semplice: mettiamo per prima cosa la sabbia nella boule di vetro, quindi incastriamo la candela facendola scendere un pochino nella sabbia e decoriamo con le conchiglie.

Vaso pronto e …molto carino!

 

BUON LAVORO

COME ELIMINARE I CATTIVI ODORI DALLE STOVIGLIE

Quante volte vi è capitato di lavare accuratamente i vostri piatti sopratutto dopo aver mangiato pesce o uova e di sentire ancora uno sgradevole odore?

Esiste però un rimedio molto semplice per riportare il profumo sulle stoviglie senza il bisogno di additivi chimici e senza dover spendere in prodotti specifici.

Tutto quello che ci serve è semplicemente dell’aceto e un limone se usiamo la lavastoviglie.

Il segreto per avere piatti senza aromi poco piacevoli, è sciacquarli subito sotto un getto d’acqua fredda dopo aver tolto ogni residuo di cibo; successivamente, basterà unire un bicchiere d’aceto bianco al normale detersivo per i piatti e lasciare piatti e stoviglie a bagno per qualche minuto. Procedere poi al lavaggio mettendo sulla spugna una goccia di detersivo ed un po’ di aceto, sciacquare sotto l’acqua fredda per eliminare tutti i residui di schiuma e lasciare asciugare. L’aceto bianco neutralizzerà l’odore di pesce ed evaporerà scomparendo completamente, non lasciando nessuna traccia.

Per chi usa la lavastoviglie, dopo aver sciacquato tutto sotto l’acqua fredda, nebulizzare l’aceto su tutte le stoviglie con uno spruzzino, aggiungendo nella vaschetta del detersivo anche un cucchiaio di bicarbonato e nel cestello insieme alle stoviglie aggiungere un limone tagliato a metà. È consigliabile lavare i piatti e le pentole usate per cucinare il pesce separatamente dalle altre, in quanto rischierebbero di “contaminare” la altre con un odore sgradevole.

Ovviamente stesso discorso vale per eliminare l’odore prodotto dalle cotture a base di uova.

In questo modo come vedete usiamo prodotti che abbiamo normalmente in casa senza dover spendere nulla e sopratutto sono tutte cose naturali.

Un’altro rimedio è quello che prevede l’uso della varechina ma personalmente  non volendo usare se possibile prodotti chimici preferisco non approfondire…..spero mi capirete….

Spero di avervi fatto cosa gradita.  A presto

COME CONSERVARE I CIBI IN FRIGORIFERO IN MODO CORRETTO

Oggi come oggi dove imparare  a riciclare e fare economia sulle cose è divenuto importante per non dire quasi fondamentale per molte famiglie italiane, anche sapere come conservare i nostri cibi nel frigorifero non è un argomento da sottovalutare.

Questo perchè se impariamo a riporre gli alimenti nel giusto ripiano e nella maniera corretta , questi dureranno più a lungo senza deteriorarsi e ne beneficerà anche il nostro bilancio familiare.

Vediamo allora insieme quali sono le regole da seguire per una corretta conservazione…

Il ripiano superiore del frigorifero è quello meno freddo, infatti il freddo tende ad andare verso il basso. Questa zona raggiunge i 5-8° di temperatura ideale per conservare:

formaggi

yogurt

affettati in confezioni sottovuoto

cibi cotti

uova

La parte centrale ha una temperatura dai 4 agli 8°, ideale per riporre:

salumi già aperti

pasta

carne e verdure cotte

avanzi

sughi salse

Il ripiano subito sopra ai cassettini ha una temperatura che va dai 2 ai 5°. Qui si posizionano:

carne cruda

pesce crudo

pollame e cibi crudi

I cassetti collocati in fondo hanno una temperatura bassa, tra i 2 e i 5° e sono riservati a:

frutta cruda

verdura cruda

Lo sportello o porta ha una temperatura di 5-10° ed è idoneo per:

latte

bibite

bottiglie d’acqua vino

  • Fate attenzione al fatto che latte, riso e latticini sono in grado di assorbire gli odori: chiudete bene la confezione quando li riponete in frigorifero.

Spero di avervi fatto cosa gradita.A presto

 

LA PADELLA WOK

Il wok è una padella che viene molto usata nella cucina cinese e che pare abbia origini antiche  che risalgono infatti a circa 2000 anni fa.Davvero molto utile imparare ad usarla con una certa frequenza, perchè conferisce ai cibi un sapore caratteristico che si ottiene solamente cucinandoli con questa padella

 

Si riconosce per la sua caratteristica forma semisferica, larga sopra e molto stretta sotto e bombata.Il vantaggio che si trae usando il wok è derivato proprio dalla bombatura: quest’ultima infatti  fa scivolare a rotazione gli alimenti verso il centro e il fondo, cioè i punti di maggiore calore. In origine era dotata di due manici corti. Ora la si trova più facilmente con un solo manico lungo, ma la presenza di un secondo manico la rende più maneggevole.La sua caratteristica è quella di trattenere a lungo il calore e consentire cotture brevi e con poco olio o condimenti che si voglia.

Anche il sapore è molto particolare, tanto che il riso, la carne, il pesce   e le verdure cucinati nel wok sono sensibilmente diversi se preparati in altre padelle.

Le padelle wok sono in genere realizzate in acciaio, ghisa o alluminio, anche se possiamo trovarle reallizate anche in plexiglass trasparente, per seguire meglio la cottura.

Il wok non si usa soltanto per rosolare rapidamente i cibi o per friggere, ma anche per la cottura al vapore. Infatti il wok di solito è dotato di una griglia da posizionare sulla parte superiore, su cui disporre i cibi adatti a questo particolare tipo di cottura. Il wok nella cucina cinese si utilizza anche per la stufatura degli ingredienti o per addensare le salse.

Se trovate un wok davvero completo lo trovate con in dotazione una griglia.

La griglia da applicare sulla parte superiore del wok è utile anche per sgocciolare i cibi appena fritti. Se il vostro wok non è dotato di uno strato antiaderente, dovrete procedere ad un trattamento speciale:per prima cosa lavate il wok con acqua calda e sapone per rimuovere la pellicola oleosa con la quale viene venduto affinché non si graffi. Asciugatelo quindi con delicatezza e mettetelo sul fuoco alto. Solo quando il wok è ben caldo versate due o tre cucchiai di olio e spalmatelo sull’intera superficie interna con una spatola o con un vecchio straccio, mentre con attenzione esponete al fuoco tutta la superficie esterna. A questo punto spegnete il fuoco; quando il wok sarà freddo rimuovete l’olio bruciato depositatosi sul fondo e ripetete l’operazione almeno un’altra volta.
Anche dopo l’utilizzo il vostro wok richiederà qualche cura: lavatelo sotto l’acqua corrente con una spazzola morbida,  e quindi asciugatelo sul fuoco. Se volete, potete spalmare un sottile strato di olio per proteggere la superficie interna. Non mettete mai il wok in lavastoviglie!
Con il wok, grazie alla griglia, come già accennato potrete anche cuocere il cibo al vapore o semplicemente riscaldarlo.
Se il vostro wok è dotato di coperchio, potrete utilizzarlo anche per preparare degli stufati e dei brasati. Naturalmente nel wok potrete anche friggere di tanto in tanto. Il vantaggio dei bordi alti consente di contenere gli schizzi di olio.; una cosa molto importante è che dovete usare solo ed esclusivamente mestoli di legno per mescolare,assolutamente niente altro.

Teniamo presente che il wok è una pentola universale in cui, come dicevamo, possiamo cuocere di tutto. Ci sono degli aspetti da tener presente per il buon uso del wok.

Versando una modesta quantità di olio, si passano ripetutamente tutti gli ingredienti. Nel mescolarli tra loro, è bandito il movimento circolare; più idoneo un gesto trasversale che permetta ai cibi di risalire continuamente sulle pareti, diminuendo il tempo di permanenza nell’olio presente sul fondo. In tal modo le verdure, appena dorate, risulteranno croccanti senza essere troppo cotte, a patto di tagliarle in piccole quantità. Se di ferro o ghisa il wok è ideale anche per fritture con maggiori quantità di olio.

Le regole d’oro: usate poco olio, mescolate spesso, spostate verso il centro gli ingredienti ancora da cuocere e verso i bordi quelli già cotti. Infine, aggiungete erbe, spezie e aromi solo a fine cottura.

Quali sono le migliori pentole per cucinare

Mi sono imbattuta in un articolo molto interessante che descrive tutte le caratteristiche, pregi e difetti di tutti i tipi di padelle che possiamo usare per cucinare …ecco cosa dice..

Pentole di acciaio, alluminio, antiaderenti, ceramica, rame, terracotta, ghisa, ollare e pyrex: quali tossiche e quali salutari? Le caratteristiche dei materiali più usati nella produzione di pentole, padelle, casseruole e teglie, che influiscono anche sul sapore dei nostri piatti.

Oltre che alla freschezza e alla genuinità degli ingredienti di base, la qualità e il gusto dei piatti che prepariamo dipendono anche al materiale delle pentole che utilizziamo per la cottura.
La scelta di pentole, padelle e casseruole è un elemento importante  per assicurare alle nostre preparazioni  il massimo rendimento nutrizionale  e la più alta digeribilità.

Modalità e sistemi di cottura sono due fattori  importanti per la qualità finale del cibo. A seconda delle soluzioni scelte si possono esaltare i sapori, aumentarne la digeribilità, ridurre i rischi di contaminazioni microbiche, modificare il valore energetico e nutrizionale degli alimenti, fino addirittura ad impoverirli e nei casi peggiori alterarli irreversibilmente.

Fonte di calore

In alcune ricerche effettuate in Francia (prof. Faussurier, Lione) e Germania (Laboratori Antroposofici, Darmstadt) è stato testato l’impatto delle vibrazioni emesse dai diversi tipi di combustibile sugli alimenti durante la cottura. La legna è risultata la fonte di calore più idonea, seguita a breve distanza dal carbone  ( che però oggi sarebbe difficile da usare)e dal gas naturale. A seguire, con un netto distacco l’elettricità e ancora più in là, il forno a microonde

Se viviamo in città dobbiamo escludere legna e carbone, due soluzioni difficilmente praticabili, allora il gas naturale rimane dunque la migliore fonte di calore per la cottura dei cibi.  Sarebbe  meglio evitare quindi cucine e forni elettrici ( ma oggi come oggi non possibile), il cui calore “freddo”, non favorisce in alcun modo l’esaltazione delle qualità degli alimenti. E che dire del microonde, fatale imperatore della cucina “Presto e Boh”?

I forni a microonde mettono in movimento delle onde elettromagnetiche di frequenza altissima (2.450 mhz), vicina a quella dei radar militari, il che vuol dire che in un secondo, le molecole d’acqua di un alimento inserito in un microonde cambiano d’orientamento 2,45 miliardi di volte. Ed è proprio quest’intensissimo sfregamento che è poi all’origine del calore” (prof. H. Joyeux, Università di Montpellier).
Di fatto, sempre secondo ricerca scientifica, il microonde è fortemente sospettato d’impoverire gli alimenti in vitamine del gruppo B e, manco a dirlo, della fragile, evanescente e preziosa vitamina C. Inoltre, la cottura a microonde sembra svolgere un’azione destrutturante della chimica di alcuni aminoacidi essenziali e ridurre la digeribilità delle proteine, favorendo la comparsa di composti potenzialmente tossici.

Come scegliere le pentole

Le pentole sono gli strumenti che cuociono il cibo e di conseguenza assumono una importanza fondamentale in cucina. Esistono centinaia di pentole diverse le cui caratteristiche di base, che ne determinano le funzionalità più importanti in relazione al tipo di alimento e della modalità di cottura, sono la forma ed il materiale

FORMA

Le pentole base si suddividono in casseruole o tegami padelle.

Le prime hanno bordi alti e servono per cuocere alimenti liquidi e/o vluminosi che non possono essere contenuti in una pentola a bordo basso. Vengono usate per mille preparazioni: cuocere la pasta, fare il brodo, preparare sughi e ragù, stufati, bollire o cuocere al vapore le verdure, ecc.

Le padelle hanno il bordo basso, più o meno verticale a seconda degli utilizzi, e servono per cuocere tutti gli alimenti che non necessitano o che sarebbero addirittura ostacolati dall’utilizzo di una casseruola: frittate, crepes, carne, ma anche sughi per la pasta, verdure saltate, o per condire la pasta con il sugo prima di servire.

MATERIALE

I materiali delle pentole sono caratterizzati da alcuni parametri che li contraddistinguono rendendoli quindi più adatti ad alcuni tipi di cotture piuttosto che altre.

Conducibilità termica: Un buon conduttore di calore si scalda e si raffredda in fretta, consentendo una maggior precisione nella cottura di alimenti che possono bruciarsi facilmente.

Uniformità: Il calore viene distribuito in modo uniforme su tutta la superficie della pentola evitando che il cibo si bruci in alcune zone e non si cuocia in altre, a seconda della lontananza della fiamma.

Alta conducibilità e uniformità sono indicate per tutte le cotture veloci (soffritti, carni in padella, frittate, ecc.), e in tutti i casi dove la precisione è d’obbligo (per esempio, nella cottura del risotto, per non scuocerlo con il calore mantenuto dalla pentola).
Altre preparazioni necessitano di un materiale che si scaldi lentamente (bassa conducibilità) e uniformemente e che mantenga a lungo il calore, come nelle zuppe e nella carne in umido, per cotture lunghe come quelle dei legumi, ecc.

Un buon materiale non deve alterare i cibi nel sapore e non deve rilasciare sostanze nocive durante la cottura.

Deve essere resistente e inattaccabile da parte degli alimenti: per durare più a lungo e non deformarsi in caso di urti e cadute.

La scelta è ampia: acciaio inox, alluminio, rame, ghisa, terracotta, ollare, pyrex, e i rivestimenti antiaderenti.

Analizziamo ciascun materiale elencandone pregi e difetti considerando l’impatto sulla nostra salute.

ACCIAIO INOX

L’acciaio inossidabile, o acciaio inox, è il materiale più usato nella produzione di pentolame e di attrezzi da cucina per via della suasolidità, dell’elevata resistenza alla corrosione e della facile lavabilità.
Il primo dei suoi punti deboli è rappresentato dalla bassa conducibilità termica (16), a causa della quale il calore non viene distribuito in modo uniforme: il cibo che si trova a contatto con il fondo riceve molto più calore rispetto a quello che si trova più in alto, quindi può attaccarsi e bruciarsi se la quantità di acqua e/o condimenti presente in pentola si riduce troppo durante la cottura.
Per questa ragione, i recipienti da fuoco per cucina in acciaio inox di migliore qualità sono dotati di un triplo fondo, ovvero di due dischi in acciaio con un disco di alluminio collocato tra l’uno e l’altro per favorire la diffusione uniforme del calore. In questo modo, padelle e pentole in acciaio possono essere utilizzate anche per quei cibi che necessitano una lunga cottura, come per esempio legumi e cereali. Lo spessore del fondo è dunque un indice di come il calore si irradia sul fondo della pentola, più è spessa e migliore è la cottura, anche se non bisogna esagerare perchè un fondo troppo alto necessità di maggiore calore per scaldarsi e quindi maggiore energia consumata.Un buon equilibrio per evitare di bruciare i cibi e allo stesso tempo sprecare energia è un fondo di circa6 millimetri di spessore.

Padelle e pentole in acciaio inossidabile possono cedere particelle di metallo se vengono a contatto con composti acidi. È dunque opportuno evitare di cucinarvi pomodori e salse agrodolci, così come è consigliabile non lasciarvi il cibo per molto tempo dopo la cottura.
Anche il sale marino, che reagisce con l’acciaio inox quando si deposita sul fondo di pentole e padelle, può alterarne la superficie, generando erosioni che favoriscono il contatto tra metalli e cibo. Il sale va quindi aggiunto solo quando l’acqua è in ebollizione ed è buona norma continuare a mescolare fino a quando non si sia sciolto completamente.

L’acciaio 18/10 è più lucido e resistente alla corrosione quello 18/c è migliore per la conducibilità del calore. L’inox si pulisce facilmenteed è resistente alla maggior parte dei detersivi e non assorbe gli odori.

Le sigle 18/10, 18/8 e 18/c presenti sulle pentole si spiegano col fatto che l’acciaio inossidabile è una lega composta da ferro, cromo, nichel e altri metalli. Il primo numero indica la percentuale di cromo presente nella lega, il secondo indica la percentuale di nichel. In caso di allergia a quest’ultimo materiale, occorre dunque scegliere pentole e padelle in acciaio inox 18/c, ovvero totalmente prive di nichel.

Il cromo e il nichel sono due metalli pesanti che il nostro corpo tollera in bassissime quantità (il cadmio contenuto nel sangue è circa 20 parti per miliardo e tutto il corpo ne contiene circa 6mg). Sono metalli essenziali nel senso che vengono usati dall’organismo per le sue funzioni e vengono assimilati dai cibi che naturalmente li contengono nella forma chimica idonea per essere digeriti ed espulsi se in eccesso. Il nichel e cadmio in forme diverse da quelle presenti nei cibi e in alte concentrazioni sono tossici per la nostra salute e come abbiamo visto in un modo o nell’altro entrano nel nostro corpo attraverso i cibi che vengono cucinati nelle pentole in acciaio inox.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha stabilito che alcuni composti del nichel sono cancerogeni per gli esseri umani e che nichel metallico può eventualmente essere cancerogeno per l’uomo. Per approfondire sul Nichel vedi la pagina Metalli Pesanti.

Il cromo esavalente (contenuto nell’acciaio) è tossico e l’esposizione a lungo termine può provocare problemi dermatologici, perforazione del setto nasale e tumore ai polmoni.Sulla base di evidenze sperimentali ed epidemiologiche è stato classificato dalla IARC come cancerogeno per l’uomo. La forma trivalente è quella presente negli alimenti; non provoca questi disturbi e ha una tossicità molto bassa.

I composti del cromo +6 (cromo esavalente) sono potenti ossidanti, e gli effetti tossici e cancerogeni del cromo esavalente sono principalmente imputati a questa caratteristica, rendendolo fortemente aggressivo nei confronti dei sistemi biologici.

ALLUMINIO

L’alluminio è un buon conduttore di calore (conducibilità termica 225) ed è piuttosto leggero ed economico. I cibi rischiano di attaccarsi sul fondo ed è necessario seguire la cottura con attenzione.
Le  teglie, padelle e pentole in alluminio anodizzato sono più resistenti e meno soggette a corrosione, poiché l’alluminio può facilmente deformarsi in seguito agli urti e tende a cedere residui di metallo che possono interagire con gli alimenti in cottura.
Ci sono studi che mostrano una correlazione tra intossicazione cronica da alluminio e insorgenza del morbo di Alzheimer. Evitare di lasciare cibi a lungo in contatto con le teglie, pentole e padelle in alluminio.

L’alluminio è un metallo tossico. Nel corso degli anni, l’alluminio si accumula nel cervello, nei tessuti e, in minore quantità, nelle ossa. Esso provoca degenerazione, disfunzione e danno al cervello – a causa della riduzione e del blocco del flusso sanguigno e dell’ossigenazione delle arterie cerebrali. Il cervello si restringe, così come le cellule cerebrali muoiono. Questo provoca demenza. Per approfondire leggi la pagina I danni dell’Alluminio: dove si trova, effetti e rimedi naturali

Sembra che tutte le controindicazioni suddette sono invece annullate nel caso di pentole di alluminio anodizzato, nel quale uno strato protettivo di ossido di alluminio e ioni di argento sigilla la superficie eimpedisce il rilascio di molecole di alluminio. Ma in questo caso è da evitare l’uso di pagliette di ferro o spugne abrasive: metterebbero a nudo il metallo che poi, durante la cottura, verrebbe ceduto agli alimenti. Per approfondire questo è il sito dell’azienda italiana che le ha brevettate http://www.lepentoledellasalute.it.

PENTOLE ANTIADERENTI (TEFLON)

Sono più facili da pulire, non bruciano il cibo e, se usate per soffriggere, permettono di utilizzare meno olio, burro o altri grassi. Esaltano i pregi dell’alluminio, impediscono ai cibi di attaccarsi sul fondo e di entrare a contatto con l’alluminio. Le pentole antiaderenti sono l’ideale per una cucina veloce e povera di grassi. In realtà, anche la padella antiaderente è fatta di acciaio, ghisa o alluminio, solo che il fondo è rivestito con uno strato di politetrafluoroetilene (PTFE), meglio conosciuto come Teflon o analoghi (silverstone, xylan, durit, cortan, greblon ecc.), un materiale resistente e scivoloso che consente una cottura senza grassi.

Se il tegame resta sul fornello per parecchio tempo vuoto o viene usato come bistecchiera, può accadere che il Teflon raggiunga alte temperature (200 °C) e rilasci il PFOA, l’acido perfluoroottanoico che, secondo alcuni recenti studi, ha effetto tossico sul fegato e danneggia la tiroide. Il PFOA viene rilasciato anche quando la padella si graffia sia per l’uso che per i lavaggi con spugne abrasive.

L’Agenzia per la protezione ambientale Usa ha deciso che il PFOA dovrà essere definitivamente eliminato da tutti i processi di produzione industriale entro il 2015, perché altamente inquinante per l’ambiente e pericoloso per la salute umana.

Il teflon può fare molto male: ad aggravarne la “posizione” di recente è uscito un ulteriore  studio, condotto da un gruppo di ricercatori della University of Exeter e pubblicato sulla rivistaEnvironmental Health Perspectives, che ha dimostrato come livelli elevati di questa sostanza nel sangue siano collegati a un maggior pericolo di sviluppare malattie alla tiroide, soprattutto nelle donne. “Il Pfoa è una sostanza che permane nell’organismo per molti anni e per questo anche piccole esposizioni possono risultare dannose – aggiunge Riccardo Crebelli, tossicologo dell’Istituto superiore di sanità -. Ma non è la sola che può svilupparsi dal teflon ad alte temperature. In queste condizioni, infatti, il materiale può degradarsi originando anche tetrafluoroetilene, un altro cancerogeno“.

Uno studio americano realizzato dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha rilevato la presenza di Pfoa nel sangue del 98% delle persone. In Europa il Pfoa è classificato come una sostanza  rischiosa per il feto e  tossica da inalare e  ingerire. Secondo uno studio danese ha effetti negativi anche sulla qualità dello sperma. 

Non a caso la Dupont (l’azienda che per prima ha brevettato il materiale) ha annunciato lo sviluppo di una nuova tecnologia che permetterà di realizzare rivestimenti antiaderenti senza l’uso del Pfoa.

CERAMICA

La nuova tecnologia nelle padelle antiaderenti, in alternativa al Teflon, è il rivestimento ceramico.

Una caratteristica interessante di queste pentola è la resistenza al graffio: non vengonoscalfite neanche da una punta d’acciaio. L’utilizzo di minime quantità di acqua o olio permette di ottenere ottenere cibi croccanti e ben cotti e soprattutto una minima dispersione delle sostanze nutritive. Queste pentole hanno il pregio didiffondere il calore uniformemente e mantenere la temperatura costante anche abbassando la fiamma (quindi si può risparmiare gas, cuocendo a fuoco basso). Sono l’ideale per cotture croccanti e dorate.  Durante la produzione non vengono utilizzati PTFE o PFOA. Le sue caratteristiche si possono così riassumere: – è resistente ai graffi e alle abrasioni; – non si corrode con gli acidi degli alimenti; – non si scrosta né si deteriora con l’utilizzo; – si può utilizzare fino a 400°C garantendo un’ottima cottura. Ma è sempre da preferire cucinare a temperature più basse, per non perdere tutte le proprietà nutrizionali degli alimenti e per limitare la formazione di sostanze tossiche (a partire dagli alimenti). – è facile da lavare, anche in lavastoviglie, e non viene intaccata dai detersivi.

Il famoso rivestimento bianco in ceramica è, sia per composizione chimica che per l’alta resistenza al graffio, un materiale dichiarato atossico e non poroso. In realtà nella maggiorparte dei casi non è ceramica ma un multistrato di nanoceramiche, cioè nanoparticelle, di cui sappiamo ancora abbastanza per stare tranquilli. Esistono infatti indizi di possibili rischi legati alla nanotecnologia come tossicità per i pesci: durante un esperimento condotto su persici trota, si è osservato che il cervello di questi pesci aveva subito danni già in presenza di basse concentrazioni di molecole di C60 (fullerene, una nanoparticella). Stando ad alcune fonti la ceramica per usi industriali viene ricoperta di uno strato di nanomolecole di argento, e nel campo della meccatronica molto spinta si sa che le nanomolecole sono tossiche per il modo con cui si combinano per cui funzionano da catalizzatore ad accumulo.

RAME

 

Se si chiedesse a un grande chef che cosa preferisce, nella maggior parte dei casi, risponderebbe che il rame non ha paragoni: conducibilità termica molto elevata (392) e uniforme che garantisce una cottura perfetta a qualsiasi alimento. Per l’uso domestico, però, la questione è un po’ diversa: il rame, infatti, è molto costoso e, cosa più importante, necessita di una particolare manutenzione tutt’altro che agevole. Con l’utilizzo, sulla superficie della pentola si può formare un deposito di ossido di rame il cosiddetto “verderame” che è tossico; per evitare che questo succeda, le pentole in rame vanno fatte “stagnare” periodicamente da personale specializzato.

Ad alte temperature inoltre, attorno ai 250 gradi, lo stagno tende ad ammorbidirsi e a quel punto un banale colpo di cucchiaio può danneggiare il rivestimento, facendo sì che il cibo entri in contatto con il rame. Se il rame è normalmente presente nella nostra dieta, assumerne in quantità elevate può diventare tossico per il fegato e provocare gravi disturbi.

Esistono in commercio pentole in rame con l’interno foderato in acciaio inox.

TITANIO

Questo materiale (che in realtà è una lega di titanio) è usato solo da qualche anno nella produzione di pentole. È molto duro e resistente, conduce abbastanza bene il calore ed è naturalmente antiaderente. Può essere utilizzato con strumenti metallici senza danneggiarsi. Di contro è molto costoso (quasi come il rame), e non può essere utilizzato su piastre elettriche.

Come abbiamo visto i metalli a contatto con cibi acidi (come i pomodori) o dopo molto tempo in generale con tutti i cibi (soprattutto se la pentola è usurata) rilasciano delle particelle che mangiando entrano nel nostro organismo. Il rilascio di particelle di titanio ci pone qualche dubbio quindi sulla salubrità di queste pentole. Il Titanio non svolge nessun ruolo biologico noto. Nel corpo umano e’ presente una quantità rilevabile di titanio ed è stato sitmato che ne assumiamo circa 0,8 mg/giorno, ma la maggior parte ci attraversa senza essere assorbita. Non è un metallo  velenoso e il il corpo umano è un grado di tollerare un’elevata quantita’ di titanio.

Il titanio elementare ed il diossido del titanio hanno un basso ordine di tossicità. Gli animali da laboratorio (ratti) esposti a diossido di titanio via inalazione hanno sviluppato le piccole zone localizzate di depositi di polvere di colore scuro nei polmoni. L’esposizione eccessiva negli esseri umani può provocare leggere variaizone nei polmoni.

PYREX

l pyrex è un tipo di vetro (vetro borosilicato) trattato in modo tale da risultare assai resistente al calore. I punti di forza di questo materiale sono l’inattaccabilità degli alimenti e la grande facilità di pulizia.

Il pyrex non è però un buon conduttore termico, tanto che i contenitori in pyrex devono essere utilizzati solo nel forno tradizionale oppure in quello a microonde.

Forse uno dei pochi materiali che non rilascia sostanze è il pyrex, almeno non ho mai letto nulla in proposito; ma purtroppo non può essere usato sui fornelli né sulla piastra.

TERRACOTTA

La terracotta è composta da argilla cotta a 900-1000 gradi che poi eventualmente viene smaltata con rivestimenti di tipo vetroso. La smaltatura di un pezzo in ceramica ha lo scopo di proteggere il pezzo dall’usura, di facilitarne la pulitura e la manutenzione e di decorarlo.

I nostri contadini un tempo la utilizzavano sempre per cuocere legumi e cereali: la terracotta assicura uniformità alla cottura, è perfetta per una cucina povera di grassi perché il cibo non si attacca sul fondo, per lo stesso motivo non si formano residui di precedenti cotture (potenzialmente molto dannosi per la salute, se non si rimuovono si lasciano carbonizzare) e al contempo il sapore naturale dell’alimento cucinato si mantiene intatto.

Mentre i metalli conducono rapidamente il calore, la terracotta lo assorbe lentamente, e altrettanto lentamente lo trasmette al cibo. Le stoviglie in terracotta sono perciò particolarmente indicate per quei piatti che necessitano di lunghe cotture a fuoco lento.

La porosità della terracotta fa sì che questa trattenga gli aromi degli alimenti che vengono cotti al suo interno. Questa peculiare caratteristica rende ottimi i tegami in terracotta per cucinarvi sempre lo stesso piatto, per esempio zuppe, fagioli stufati, crauti. Secondo i buongustai, le portate cucinate in questo modo possono acquistare un sapore estremamente ricercato.

I tegami in terracotta sono piuttosto facili da lavare: usare acqua calda e limone, evitando detergenti particolarmente aggressivi, e lasciarla asciugare rovesciata in modo che l’umidità possa evaporare dal fondo, questo per una migliore conservazione.

Quando si acquista una pentola in terracotta deve essere messa in ammollo in un secchio con acqua fredda per almeno 12 ore. Questa operazione reidrata la terracotta che si è seccata durante la cottura e le permette di sopportare la cottura senza rompersi. Alcuni produttori consigliano, inoltre, una volta passato il tempo di ammollo: togliere la pentola dall’acqua, asciugare bene e passare uno spicchio d’aglio tagliato su tutta la superficie, passando bene sul fondo anche più volte il passaggio dell’aglio aiuterà a sigillare tutti i pori della terracotta. Lasciamo con questa patina d’aglio per un paio d’ore, poi si possono lavare normalmente.

Inoltre non va mai messa sulla fiamma diretta ma bisogna sempre utilizzare lo spargifiamma che permette al calore di diffondersi in modo uniforme evitando un contatto prolungato della fiamma su un unico punto del tegame, rischiando di bruciare il cibo in quel punto.

Purtroppo questo tipo di pentole sono in genere verniciate con smalti e colori tossici, soprattutto piombo, utilizzato per abbassare la temperatura di fusione dello smalto, per dare maggiore brillantezza ai colori e per diminuire i difetti che possono apparire sugli smalti dopo la cottura. Altre sostanze inquinanti utilizzate sono cadmio e selenio (utilizzate come coloranti spesso in combinazione con il piombo) e ancora antimonio, arsenico, floride e uranio.
Durante la cottura, lo smalto a contatto con gli alimenti acidi (frutta, aceto, formaggi e molti vegetali), cede residui piombici che inquinano il cibo.

Per tutti questi motivi è consigliabile utilizzare le pentole in terracotta ecologiche, dove il piombo e gli altri metalli pesanti sono sostituiti da sostanze alcaline naturali (sodio, potassio, boro, calcio, bario, ecc.) che però danno dei risultati meno brillanti e a volte qualche difetto.

Un buon produttore di pentole in argilla che non usa elementi dannosi e nocivi alla salute anche nella fase dell’invetriatura, operata con prodotti a base di silicati di sodio e calcio, privi di piombo, cadmio e altri metalli pesanti, è BioNatural, in cui potete acquistare online un vasto assortimento di pentole in argilla rossa e pietra refrattaria.

GHISA

La ghisa è un materiale resistente e durevole, distribuisce il calore in modo uniforme rendendo omogenea la cottura. Inoltre mantiene la temperatura raggiunta permettendo di risparmiare energia. È quindi ideale per tutte le cotture lente.

Dall’altro lato va detto che è molto pesante e quindi non può essere manovrata a lungo. Si scalda molto lentamente. Può arrugginirsi e quindi è bene non usare mai acqua per pulirla ma solo passare con della carta e del sale per scrostare e poi ungerla con un po’ d’olio e riporla a posto.

Le pentole in ghisa porcellanata hanno invece un difetto: lo smalto che le ricopre, duro, ma poco resistente, si incrina con facilità. Ciò crea anche un certo rischio, in quanto i frammenti di smalto che si mescolano con il cibo possono, se ingeriti, produrre danni agli organi dell’apparato digerente.

FERRO

Sopporta temperature molto elevate ed è naturalmente antiaderente, ma è soggetto alla ruggine: per questo la padella in ferro va lavata il meno possibile con l’acqua, meglio ripassarla con un panno umido e poi conservarla dopo averla protetta con un sottile strato di olio d’oliva.

Il ferro si presta a quasi tutti i tipi di cottura, conserva il calore, ed è quasi inalterabile, a patto di pulirlo e asciugarlo con cura dopo l’uso. Ma attenzione, i tegami in ferro non vanno sfregati, per non danneggiare la patina protettiva che si forma col tempo e l’uso continuato inseguito della polimerizzazione dell’olio.

Consigliabile per le fritture, per le omelette e le crêpes.

Le pentole in ferro rilasciano ferro biodisponibile, utile nelle sideropenie (carenze di ferro, appunto). Anche le pentole di ghisa possono essere utilizzate tranquillamente, perché non rappresentano altro che una diversa condizione del ferro.

PIETRA OLLARE

La pietra ollare ovvero la Steatite, è è una roccia metamorfica composta di magnesio idrato silicato, magnesite e penninite formatasi grazie alle poderose spinte dei continenti in tempi lunghissimi.

La statite è resistente al fuoco e non si deteriora alle alte temperature, il suo profilo termico è pertanto adatto alla costruzione di stufe e pentole.

Piastre, pentole e padelle in pietra ollare hanno una naturale capacità antiaderente e non rilasciano alcuna sostanza dannosa. Tuttavia essendo composta per la maggiorparte da talco è soggetta al pericolo di inquinamento da asbesto, ovvero amianto. Per questo motivo prima di acquistare la vostra pentola è necessario informarsi se sono state effettuate analisi di laboratorio che accertano l’assenza di fibre di amianto nella pietra ollare, come in questo caso e in quest’altro.

Va anche detto che sino ad oggi non sono state eseguite in Svizzera indagini sistematiche su prodotti di steatite. Ciononostante è probabile che l’amianto sia presente solo raramente nella steatite trattata. Questa opinione è suffragata da numerosi riscontri di misurazioni. Sia il Laboratorio federale di prova dei materiali di ricerca (EMPA, Dübendorf), sia l’Institut Universitaire Romand de Santé au Travail (IST) di Losanna non hanno trovato amianto nella steatite proveniente da Brasile, Finlandia, Norvegia e dalla regione del passo dell’Oberalp. Anche l’istituto finlandese per la medicina del lavoro che ha eseguito negli ultimi vent’anni numerose analisi sulla steatite, non ha trovato amianto.

La pietra ollare garantisce cotture uniformi e un basso pericolo di bruciatura del cibo senza l’uso di grassi.

Avendo una bassa conducibilità la pietra ollare richiede molto tempo per riscaldarsi ma è altrettanto lenta a perdere calore, quindi si adatta alle cotture lunghe a fiamma moderata, come zuppe, brasati, polenta.

Hanno uno spessore di almeno2 cm, sono di colore verdastro e  nel tempo si possono incrinare lungo le venature naturali della pietra ma ciò non ne compromette l’utilizzo. Sono dotate di una intelaiatura metallica che ne mantiene la posizione e dei manici per poterla muovere.

Particolare cura va posta nel primissimo utilizzo di una pietra ollare nuova. Vanno previste e seguite le seguenti indicazioni:

– lavarla con acqua salata e asciugarla accuratamente;
– ungerla con olio vegetale o strutto da ambi i lati e lasciarla riposare per non meno di 24 ore;
– la prima volta che viene scaldata va fatto gradualmente, accertandosi che il fuoco sia uniforme su tutta la superficie per impedire che si dilati fino alla formazione di piccole fessure, che ne comprometterebbero il successivo utilizzo.

Dopo questo processo la pietra è pronta all’uso; si consiglia comunque di scaldarla sempre lentamente e in maniera omogenea per evitare spaccature e crepe superficiali. Pertanto anche dopo il primissimo utilizzo vanno seguite delle regole, le principali sono:

– scaldare lentamente e con gradualità la pietra iniziando con un calore minimo ed alzandolo a poco a poco fino al raggiungimento della massima temperatura (si può controllare il raggiungimento della temperatura massima facendoci cadere sopra una goccia di aceto verificando che questa evapori all’istante);
– cucinare i cibi senza aggiungere grassi ma soltanto le spezie e del vino, se può essere indicato dal tipo di alimento o ricetta.

E’ necessario, per l’uso su fornelli a gas, utilizzare una retina spargifiamma posta tra il fuoco e la pietra, in modo da rendere uniforme la distribuzione del calore sulla superficie della stessa. C’è da sapere poi che le pietre con telaio in ferro e nude superiori alla misura di 25×25 non sono costruite per la cottura su fornello a gas ma solo con brace e legna in apposito barbecue o caminetto.

Evitare insomma nel modo più assoluto sbalzi di temperatura (quindi mai versare sopra la pietra ancora calda acqua fredda) e di concentrare la fiamma in un solo punto della pietra.

Bisogna inoltre:

– mai lavare la pietra con detersivi di qualsiasi tipo poiché, data la sua porosità e permeabilità, assorbirebbe le sostanze chimiche per quindi rilasciarle in fase di cottura;
– mai toccare a mani nude la pietra e qualsiasi supporto in ferro, acciaio, rame, metallo, quando è in temperatura;
– per pulirla utilizzare un panno imbevuto di aceto quando è ancora tiepida e un raschietto;
– usare preferibilmente la pietra ollare solo per la carne o solo per il pesce, vista la sua porosità la steatite tende ad assorbire gli aromi in cottura e un uso combinato potrebbe danneggiare il sapore dei cibi;
– eventuali supporti in legno devono essere puliti solo con un panno umido e posti ad asciugare in un ambiente ventilato, evitare la lavastoviglie.

 

 

SEGNAPOSTO CONIGLIETTO

All’ultimo minuto ho deciso di realizzare un segnaposto per ogni commensale che ci sarà alla mia tavola Pasquale…ovviamente ci serve qualche cosa da realizzare in tempo zero…ok allora quello che ci serve sono solamente tovaglioli di carta colorati, qualche uovo ed una fetuccia.

Occorrente: come vi dicevo sopra dovete solo procurarvi dei tovaglioli colorati. uova e fettuccia.

Per prima cosa rassodate le uova( quante volete) e lasciatele raffreddare per bene.

Ora passiamo a piegare i tovaglioli: Aprite i due tovaglioli di carta a metà ( si lavora sempre con due colori alla volta) e ripiegatene gli angoli verso il centro, come per formare una freccia con due punte.

Riponete i due tovaglioli uno sopra l’altro con le parti piegate che si toccano.

Piegate i lati lunghi verso il centro e poi piegate il tutto a metà.

 

Otterrete così una striscia lunga e stretta.Collocate al centro della striscia l’uovo e ripiegate il tovagliolo a metà avvolgendolo.

Chiudete con la fettuccia colorata formando un fiocco ed allargate le punte come a formare delle orecchie.Ecco il vostro coniglietto segnaposto è pronto!!

DECORIAMO LA CASA A PASQUA :OVONE DI FELTRO

Vi capita mai di andare nei negozi e vedere tutti questi bellissimi e graziosissimi addobbi …che prezzi però!!

Se ci fate caso solitamente sono realizzati con materiali molto comuni e ,osservandoli con attenzione, non sembrano nemmeno così difficili da realizzare.Ci vuole solo un pochino di fantasia, un pochino di tempo ed un pochino di buona volontà.

Ma il risultato poi sarà meraviglioso e voi sarete molto soddisfatte!!Sopratutto perchè ,anche se il risultato finale non sarà preciso e perfetto come quello del negozio ( fatto sicuramente a macchina)sarà frutto del vostro impegno.

Oggi realizziamo un decoro per la porta od anche per finestra per le prossime festività Pasquali.

Occorrente: qualche pezzo di feltro nei colori giallo, verde, bianco, rosa ed azzurro, colla a caldo, cartoncino rigido.

Se non sapete come produrre le sagome che vi serviranno per realizzare il vostro lavoro aiutatevi acquistando in edicola quelle riviste che si usano per fare gli addobbi con il cartoncino:vi si aprirà il mondo.Costano poco e seguono sempre un tema :Pasqua, estate , autunno, halloween…insomma trovate sicuramente qualcosa.

Io ho scelto di realizzare un uovo quindi ho preso un cartonicno rigido da un coperchio di una scatola da scarpe e vi ho disegnato la sagoma di un uovo.Ritagliate la sagoma e la appoggiate sulla stoffa gialla, ne disegnate il perimetro con una penna, lo ritagliate e con la colla  a caldo attaccate la stoffa alla sagoma.

Ora per fare l’erba disegnate su di un cartoncino solo  la parte bassa dell’uovo  fino circa a poco meno di metà altezza e poi disegnate dei ciuffi d’erba a  mano libera, ritagliate il tutto e riportate il disegno sulla stoffa verde,la  ritagliate e la incollate all’uovo.

Procedete in questo modo realizzando , quindi,  prima le sagome che vi occorrono sul cartoncino e poi le riportate sulla stoffa ,poi le ritagliate e da ultimo incollate piano piano il tutto.

Potete realizzare ciò che più vi piace anche perchè vedrete che di idee in questi giornali ce ne sono davvero tante.Per quanto riguarda il tempo che vi occorre io,che non sono sicuramente molto veloce in queste cose,in un’ora ho iniziato e terminato il tutto.

Perciò:  BUON LAVORO

“Vasetti “Pasquali

Questa è un’idea graziosa da realizzare ,se volete assieme ai vostri bambini , per rallegrare la tavola di Pasqua.Quello che ci occorre è essenzialmente il guscio di un uovo  magari rimasto da una frittata….

 

Prendete delle uova e rompetele a circa 3/4,le sciacquate per bene e le fate asciugare.

Tenendo l’uovo con delicatezza lo colorate con un pennello e delle tempere con i colori che più vi piacciono e rimettete il tutto ad asciugare.

Quando i vostri gusci sono ben asciutti li riempite con un pochino di terra ed in ognuno mettete una piccola piantina magari raccolta durante una passeggiata.

Sistemate infine le uova così preparate all’interno di un contenitore da uova: se volete potete colorare anche quello sebbene ce ne siano gia di colorati….

I vostri “vasetti di Pasqua ” sono pronti!Io li uso come centro tavola a Pasqua ma fanno la loro figura anche esposti su di un balcone o semplicemente come pensierino per gli amici….senza contare che i bambini si divertono molto nel prepararli!

BUON LAVORO