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TEGLIE DA FORNO IN VETRO : PIREX

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Uno degli strumenti sicuramente più usato in cucina per cucinare al forno sono gli stampi o teglie in vetro , molto pratiche, resistenti e facili da pulire.Tuttavia c”è qualcuno che ha paura di usare questo tipo di teglia per il fatto che si possa rompere .

Ma conosciamo un pochino la storia di queste  teglie : teglie  in vetro ossia PIREX.

Il pyrex è un materiale che è stato brevettato nel 1915 da un’azienda statunitense, la  Corning Incorporated, che lo registrò come marchio e ormai è diffuso e utilizzato a livello internazionale.

Il pyrex nasce come  vetro borosilicato, ossia vetro mescolato a silice e triossido di boro, con la caratteristica principale di avere bassi coefficienti di dilatazione termica e di essere molto resistente agli shock termici, questa caratteristica rende il pyrex particolarmente adatto ad essere usato anche in cucina. In pyrex troviamo, infatti,  padelle, teglie,  tegami, ciotole e quant’altro

Il pyrex nasce come vetro da vetreria, ma fin da subito vennero intuiti i suoi usi in cucina. Negli anni Trenta vennero commercializzate due linee in particolare: una di ciotole e contenitori per alimenti freddi e una di padelle da usare direttamente sul piano cottura.

Nel tempo  molti team di progettazione e designer hanno contribuito a ideare nuove linee sempre più moderne e più appetibili, dato che i primi pyrex avevano un colore opaco e una tinta scura .

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  1. Anche se oggigiorno quasi tutti usiamo le teglie in pirex c’è ancora qualcuno che ha un po di timore…..niente paura non succede nulla basta solo seguire alcune semplici regole.

Innanzi tutto leggere sempre , quando acquistate uno stampo in vetro, le informazioni che la casa costruttrice vi fornisce per un corretto utilizzo.Secondariamente non cucinare assolutamente con una teglia in vetro sul fornello da cucina:queste teglie infatti sono concepite per una cottura al microonde o al forno tradizionale  e farne un uso diverso potrebbe essere pericoloso.

  • Non versare liquidi freddi in un contenitore caldo.
  • Non mettere i contenitori caldi nella lavastoviglie.
  • Non metterli direttamente sui piani di lavoro, appoggiali invece su un guanto da forno, una presina o un asciugamano.
  • Non spostare il contenitore direttamente dal congelatore al forno.

Non usare il contenitore se si è sbeccato, spaccato, graffiato o rotto. Un graffio o una sbeccatura evidente potrebbero espandersi e causare una rottura nel momento in cui il recipiente viene riscaldato; butta tutti quelli danneggiati. Analogamente, non dovresti usare quelli che sono caduti o che sono stati colpiti bruscamente con altri utensili da cucina; un uso erroneo potrebbe averli indeboliti, quindi saranno più predisposti a rompersi.

Lavare  i contenitori usando spugnette antigraffio. Nel tempo i graffi possono spaccare e rompere il vetro. Lavare  il recipiente con una spugnetta di nylon antigraffio per scongiurare il problema

  • Per rimuovere lo sporco incrostato, immergere la pirofila nell’acqua tiepida prima di lavarla. In questo modo i residui di cibo si scioglieranno e la pulizia verrà facilitata.

Alla fine possiamo dire che le pirofile in pirex sono molto comode in cucina, non difficili da pulire e si prestano a molte cotture sopratutto in forno……una volta che inizierete ad usarle non le cambierete con nient’altro.

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ZUCCHERO AROMATIZZATO CANNELLA E CACAO

Uno dei doni che possiamo realizzare per regalare questo Natale è lo zucchero aromatizzato da usare nel caffè….per farlo starete veramente poco ed anche chi non è esperto in cucina non troverà alcuna difficoltà a realizzarlo.Dovete solo stabilire se piace di più il cacao o la cannella-

Ingredienti : per lo zucchero alla cannella 500 gr di zucchero e 2 cucchiaini di cannella in polvere ;  per lo zucchero al cacao 500 gr di zucchero e 3 cucchiaini di cacao amaro.

Prendete una ciotola e versate lo zucchero.Ora aggiungete l’aroma che avete scelto ( cannella o cacao ) e mescolate per bene.Non vi resta che prendere dei vasetti e riempirli con lo zucchero così preparato e decorare il vasetto come più vi piace.

Come vedete è una ricetta molto semplice ma anche sempre molto gradita.

BUON LAVORO

SALE AROMATIZZATO ALLA MENTA E LIMONE

Sprigiona un profumo  veramente magico sopratutto mentre lo preparate….idea regalo da fare e da farsi….

Ingredienti per 1 Kg di sale aromatizzato:

  • 1 kg di fleur de sel biologico;
  • 5 limoni biologici non trattati esternamente;
  • 5 rametti di menta (20-30 foglie);
Lavate bene la frutta per pulire perfettamente la buccia. Grattugiate la scorza dei limoni facendo attenzione a non grattugiare la parte bianca dell’agrume. Una volta grattugiata la scorza, non lasciatela a contatto con l’aria perchè gli olii essenziali si asciugherebbero e la fragranza andrebbe persa. Sfogliate i rametti di menta, lavate bene le foglie e asciugatele. In un mixer capiente, versate il sale, la scorza di limone e le foglie di menta. Frullate per un minuto. Il colore deve essere uniforme come in foto. Preriscaldate il forno a 100 gradi. Una volta raggiunta la temperatura spegnete il forno. Svuotate il mixer in una teglia e fate asciugare il sale in forno con lo sportello leggermente aperto per 15-20 secondi. Versate il sale in barattolini ben lavati e sterilizzati e con la chiusura sigillata, in modo da preservare tutto il profumo.
Ovviamente potete anche dimezzare le dosi  o farne anche un quarto di dose, in questo caso adoperate 250 gr di sale , un limone e circa 10 foglie di menta.
 BUON LAVORO

PAGNOTTA AL SALMONE

Una variante per quanto riguarda il pane per Natale potrebbe essere questa pagnotta al salmone….molto semplice da realizzare  il risultato è un pane morbido che , se ben conservato, si mantiene morbido per 2 o 3 giorni.

Ingredienti:500 gr di farina 00, 1 cubetto di lievito di birra, 300 ml di acqua tiepida, 50 ml di olio , 10 gr di sale, una confezione ndi salmone affumicato da 100 gr.

Nella planetaria mettiamo la farina, il salmone tritato ed il sale;in parte prepareremo il nostro cubetto di lievito sciolto dapprima in poca acqua e quando completamente disfatto  aggiungiamo tutta l’acqua ed un cucchiaino di zucchero per favorire la lievitazione.Attendiamo 5 minuti e poi nel lievito aggiungiamo anche i 50 ml di olio.

Versiamo tutto nella planetaria ed impastiamo per bene.Togliamo il panetto e finiamo di lavorarlo a mano con ,se serve ,ancora un po di farina e mettiamo a   lievitare in una ciotola coperta da uno strofinaccio.Quando il panetto avrà raddoppiato il suo volume lo lavoriamo nuovamente e lo mettiamo ,con la forma desiderata,in uno stampo sul quale avremo messo della carta forno.Facciamo lievitare ancora e quando sarà raddoppiato nuovamente possiamo passare in forno a 180/200° per circa 20 minuti.Una volta sfornato ricordatevi di metterlo a raffreddare su di una gratella altrimenti il vapore che si formerà sotto la pagnotta ve la renderà bagnata.

BUON APPETITO

LA BISTECCHIERA …QUALE USARE

Se vogliamo cucinare una buona bistecca nella maniera più naturale , senza grassi , allora dobbiamo usare la bistecchiera.

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Il suo utilizzo è molto semplice e gli accorgimenti da usare per una cottura ottimale sono pochi : anche la cuoca meno esperta otterrà ottimi risultati.

In commercio però esistono diversi tipi di bistecchiere , anche se personalmente ritengo quella in ghisa la migliore

Vediamo insieme quali sono e come si adoperano.

1)BISTECCHIERA IN GHISA

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La bistecchiera più usata e sicuramente la più adatta alle cucine domestiche è proprio la bistecchiera in ghisa.

Le proprietà del materiale fanno sì che la conduzione del calore avvenga in modo ottimale, in tempi brevi e senza l’aggiunta di grassi; inoltre, la bistecchiera in ghisa può essere usata su qualunque tipo di fornello, che sia a gas, in vetroceramica, ad induzione o elettrico.

Il trucco per cuocere alla perfezione con la bistecchiera in ghisa e per preservarne l’integrità è quello di farla scaldare per bene, quindi passare un filo di olio e quando questo inizia a fumare si può procedere alla cottura della carne.

Attenzione al lavaggio, visto che non deve mai essere messa in lavastoviglie ma pulita a mano, una volta raffreddata, avendo cura di impiegare sempre il minimo indispensabile in quanto a detergente.L’unico punto sfavorevole delle bistecchiere in ghisa è il peso.. Le migliori, ad ogni modo, sono quelle il cui fondo è scanalato, poiché riescono a raccogliere meglio i grassi di cottura ; in alcuni modelli, è presente un apposito beccuccio dal quale far fuoriuscire i liquidi.

2) BISTECCHIERA IN PIETRA OLLARE

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Una novità che è apparsa da qualche anno sul mercato , non essendo prima molto diffusa e apprezzata. La pietra ollare ha delle speciali caratteristiche termiche, tanto che è in grado di mantenere il calore accumulato fino a due ore dopo lo spegnimento della fiamma di alimentazione.

I  modelli sono numerosi, ma quello più comune è costituito da una piastra in pietra ollare adagiata su appositi supporti al di sotto dei quali viene accesa una fiamma, tenuta sotto controllo in appositi piccoli contenitori. I cibi si cuociono, quindi, per induzione, dopo essere stati sistemati, naturalmente, sulla piastra in pietra.

Sono disponibili anche dei modelli di bistecchiera in pietra ollare che possono essere scaldati direttamente sui fornelli, sia elettrici sia a gas. Alcuni, poi, possono passare dalla cucina alla tavola, essendo completi di maniglie e supporti per fungere da piatto di portata.

Una caratteristica della bistecchiera  in pietra ollare è quella di non produrre né fumo né cattivi odori e di essere naturalmente antiaderente, senza dover provvedere all’aggiunta di alcun tipo di condimento. Bisogna sottolineare, tuttavia, che non consente di grigliare rendendo “croccanti” i prodotti: piuttosto, è più votata ad una cottura dietetica e salutare, molto indicata per i formaggi e per tutte le verdure oltre che per il pesce.

Le migliori sono quelle alte più di due centimetri, di colore verdognolo e con il minor numero possibile di venature: infatti, durante l’uso è possibile che queste venature creino delle spaccature ma, se in piccolo numero, non pregiudicano l’uso della pietra neanche con il passare del tempo.

La pietra ollare non deve mai essere lavata con detersivi; per il primo uso si dovrebbe prima procedere ad un’ingrassatura con olio d’oliva per almeno 24 ore: dopo aver provveduto ad asciugare con carta assorbente quello in eccesso, potrà essere messa in funzione.

3)BISTECCHIERA ELETTRICA

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La caratteristica principale è che non funzionano con il calore generato da una fiamma ma grazie all’elettricità, alla quale sono collegate.

Le due parti che formano il corpo della bistecchiera, in cui la superiore è richiudibile a mo’ di coperchio, possiedono entrambe delle serpentine riscaldanti nelle quali passa, quindi, la corrente elettrica. Le piastre dovrebbero essere identiche a quelle di una bistecchiera tradizionale, e presentare numerose scanalature, sempre indicate per raccogliere i grassi.

La bistecchiera elettrica non crea differenze, in quanto a caratteristiche del cibo, rispetto a quelle classiche  ma bisogna prestare maggiore attenzione alla temperatura d’uso, perché quando diventa troppo elevata alcuni cibi perdono le proprie caratteristiche nutrizionali. Ecco perché alcuni modelli consentono di impostare la temperatura desiderata, mantenendola sempre sotto controllo anche durante la cottura.

La bistecchiera elettrica ha un vantaggio, rispetto a quella tradizionale, per ciò che riguarda lo sporco e l’odore del cucinato. Infatti, si riducono notevolmente il fumo e l’odore e, per di più, possono essere preferiti quei modelli dotati di appositi dispositivi antifumo e mangia odori.

A questo serve, per esempio, un vassoio da collocare al di sotto del piano di cottura, riempiendolo di acqua. Di norma, le bistecchiere elettriche più grandi sono anche quelle migliori dal punto di vista qualitativo per ciò che riguarda le prestazioni: tuttavia, si tratta anche di quelle meno maneggevoli e indicate solo per chi ha adeguato spazio per riporle, anche una volta chiuse.

4) BISTECCHIERA  ANTIADERENTE

Tra le bistecchiere questa è sicuramente tra le più economiche ma ha solo un rivestimento esterno antiaderente che con il passare del tempo , anche se avete le dovute cure, inevitabilmente viene a mancare riducendo così sia l’efficacia di cottura che  la qualità del materiale( una volta che il rivestimento viene a mancare la pentola diviene tossica e bisogna sostituirla).

Personalmente penso che sia meglio acquistare da subito un prodotto migliore.( esperienza personale io ne ho cambiate due prima di arrendermi e spendere  un po di più.Se l’avessi fatto sin dal primo acquisto avrei risparmiato  molto)

MANUTENZIONE

Le bistecchiere, per durare nel tempo, devono essere adeguatamente manutenute, soprattutto per ciò che riguarda la pulizia. Purtroppo, si tratta di utensili che si sporcano davvero molto, e pulirle per bene, senza rovinarle sembra essere impresa piuttosto complicata, dal momento che molte case costruttrici spiegano anche che sarebbe preferibile usare molto poco detersivo se non evitarlo del tutto.

Ecco, quindi, che la soluzione ideale potrebbe essere rappresentata dai vecchi e cari “rimedi della nonna”. Si tratta di piccoli trucchi, spesso anche a buon mercato, per riuscire a cavarsela in numerose circostanze.

L’occorrente consiste in un panno di spugna, in un limone, un po’ di bicarbonato, dell’aceto, dell’olio, del sale grosso e della carta assorbente.

La prima operazione da compiere è sfregare ben bene con il sale grosso tutta la piastra della bistecchiera, dopodiché il sale va eliminato con l’aiuto di un panno asciutto. Sarebbe preferibile eseguire una prima operazione di pulizia, ancorché grossolana, a caldo, strofinando la superficie della bistecchiera con della carta assorbente.

Spesso si sottovaluta che una bistecchiera in ghisa, ma anche elettrica, comunque con scanalature, se pulita con acqua, può molto facilmente arrugginirsi: è preferibile, quindi, non farvi ricorso o asciugarla immediatamente e in modo molto accurato.

Con l’aceto si può sgrassare a dovere la piastra, addirittura è possibile lasciarvela immersa per qualche minuto, così da eliminare il più possibile gli odori sgradevoli. A questo punto, la bistecchiera dovrebbe essere ben pulita ma, se così non fosse, si potrà ricorrere al bicarbonato, con il quale cospargere la piastra, insieme ad un poco d’acqua.

Una paglietta di ferro può essere molto utile per eliminare le incrostazioni e i residui di cibo. Attenzione a non mettere mai nessun tipo di bistecchiera in lavastoviglie e a non usare detergenti aggressivi.

Se possibile, sarebbe il caso di avere una bistecchiera per la carne e una per il pesce, visto che l’odore di quest’ultimo è ancora più difficile da eliminare e impregnerà anche la carne cotta successivamente per un certo numero di volte.

 

PANINI INTEGRALI BIMBY

Ingredienti:500g di farina integrale, 1 cucchiaino di malto o zucchero, un cucchaino abbondante di sale, 1 cubetto di lievito di birra, 300 ml di acqua, 1 cucchiaio di olio extravergine.

Mettere  nel boccale lievito, malto (o zucchero) e acqua. Mescolare  50° vel 3 30 sec. Aggiungere olio, farina mescolata al sale ed impastare  2 min. vel. spiga. Lavorare  qualche secondo con le mani la pasta e metterla  a lievitare in una ciotola coperta dalla pellicola o canovaccio per minimo 1h o fino a quando raddoppia di volume.
Dividere l’impasto in piu’ parti e creare  tante palline. Disporre i panini ottenuti  in una teglia con carta da forno e lasciare  lievitare nuovamente, 30 min. circa.
Cuocere a 200° per circa 25/30 minuto controllando allo scadere del tempo la cottura.
BUON APPETITO

METODI DI COTTURA: LA PENTOLA A PRESSIONE

 

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Tra le pentole che hanno un utilizzo ottimale in cucina,  sicuramente merita una nota di considerazione la pentola a pressione.Principalmente per due motivi: se si segue un regime alimentare restrittivo con la pentola a pressione possiamo cucinare a vapore e senza grassi , secondo poi diminuiamo notevolmente i tempi di cottura senza per questo alterare il sapore dei cibi.Io personalmente la uso spesso.

L’invenzione della pentola a pressione la dobbiamo al francese Denis Papin.

Il suo funzionamento lo possiamo spiegare semplicemente così: avendo la pentola a pressione un coperchio a tenuta ermetica , essa conserva al suo interno gran parte delle particelle d’acqua normalmente disperse per evaporazione con un metodo di cottura normale.

Queste particelle all’interno della pentola durante il processo di cottura stratificano esercitando una certa pressione sul liquido di cottura….. per spiegarvi meglio il tutto diciamo che  più o meno  e come se ci fosse come un pistone che spinge verso il basso il liquido di cottura, opponendosi alla sua ebollizione perché le molecole di acqua hanno più difficoltà ad uscire dal liquido sottoforma di vapore. Di conseguenza, all’interno di questa pentola l’acqua compressa dal vapore raggiunge l’ebollizione non più a 100°C ma a 120-130°C, diminuendo di molto i tempi di cottura degli alimenti.Questo è in linea di massima il principio di funzionamento della pentola a pressione.

VANTAGGI DELLA PENTOLA A PRESSIONE

Sicuramente uno dei vantaggi maggiori è quello di risparmiare tempo ( e di conseguenza anche energia e combustibile ) sulla cottura di cibi quali legumi ma anche carni (un esempio è l’arrosto che io cucino quasi sempre con la pentola a pressione). In genere nella pentola a pressione i cibi cuociono in meno della metà se non addirittura in un terzo del tempo che normalmente avreste impiegato.

Altro vantaggio è che ,tranne i primi minuti quando la pentola entra in pressione e quindi sarà nostra premura abbassare la fiamma , non dobbiamo stare a controllare che i cibi non attacchino, non dobbiamo mescolare, non dobbiamo fare nulla ….lei cucina e fa tutto sola.

La pentola a pressione consente una distribuzione più omogenea del calore e permette di conservare i liquidi di cottura al suo interno insieme ai vapori, ai profumi e agli aromi sprigionati dagli alimenti.Si rivela quindi utile per i bolliti , piatti in umido e per quelle verdure che necessitano di tempi prolungati di cottura.

Utilizzando l’apposito cestello possiamo cucinare al vapore , beneficiando di tutti i vantaggi di questo metodo di cottura sopratutto in termini salutistici preservando vitamine e minerali

Considerato che la dispersione di aromi  è inferiore possiamo anche ridurre la quantità di spezie , sale e condimenti vari.

La cottura ad elevate temperature migliora la digeribilità di cereali e legumi

SVANTAGGI

Sicuramente  uno degli svantaggi maggiori è il costo iniziale , superiore rispetto ad una pentola normale.

Altro fattore è che non potete controllare la cottura :se non siete esperte è buona regola all’inizio attenersi alla ricetta ed ai tempi indicati ….. con il tempo sarete in grado di calcolare voi stesse quanto tempo occorre per cucinare i fagioli piuttosto che un arrosto….niente di difficile bisogna solo fare un po d’esperienza.

Se da un lato con la pentola a pressione riduciamo sensibilmente i tempi di cottura , dobbiamo anche prestare attenzione a non prolungare troppo la cottura , rischiamo di scuocere i cibi: 5 minuti di pentola a pressione equivalgono a circa un quarto d’ora di cottura normale.

SICUREZZA DELLA PENTOLA A PRESSIONE

La sicurezza della pentola a pressione è garantita dalla valvola di sfogo , un meccanismo importante costituito da un forellino tenuto tappato da un peso metallico attentamente calibrato per fare in modo  che, raggiunta una certa pressione all’interno della pentola , venga spostato dai gas.

In questo modo il forellino viene liberato dando sfogo al vapore in eccesso la cui fuoriuscita vi fa sentire il tipico borbottio fella pentola, segno che la temperatura ha raggiunto il valore ideale  e che bisogna diminuire la potenza del fuoco.

La valvola a pressione evita quindi che la pentola si trasformi in una sorta di bomba , pericolo che ha creato molte leggende metropolitane ma per fortuna infondate.

Pentola a Pressione

ALCUNE IMPORTANTI REGOLE DA SEGUIRE

1) evitare di inserire contenitori sigillati e barattoli per il rischio di farli scoppiare per l’elevata pressione interna

2)  il diametro dei fuochi del fornello deve essere uguale o più piccolo rispetto al fondo della pentola

3) non mettere la pentola a pressione sulla fiamma se al suo interno non c’è una quantità seppur minima di liquidi : i cibi si brucerebbero

4) in pentola a pressione non si può mai cuocere a secco ma sempre con l’aggiunta di acqua che è variabile a seconda di quello che si cucina : alcuni cibi ne assorbono di più altri meno ed anche le quantità di cibo cucinato fa la differenza; in ogni caso la quantità si liquido è sempre inferiore al metodo di cottura tradizionale. Non riempire mai comunque la pentola per più di tre quarti della sua capacità totale : rischiate di compromettere il funzionamento della valvola di sfogo. Ora in commercio esistono delle pentole che al loro interno sono già dotate di un segno che indica il livello massimo da non superare. Se si cucinano cibi che tendono a gonfiarsi come riso e lenticchie ,allora non bisogna riempire di liquido più della meta della capacità della pentola stessa.

5) Non cucinare cibi al cartoccio

6)   Leggere sempre attentamente il libretto di istruzioni almeno fino a quando non assumete una certa padronanza nell’utilizzo.

7) A cottura terminata , prima di aprire la pentola, aspettate sempre che il sibilo sia terminato , segno che la pressione interna della pentola è fuoriuscita.

PULIZIA E MANUTENZIONE

Lavare la pentola secondo le proprie abitudini ma avendo l’accortezza di non chiuderla , una volta riposta nella credenza , con il suo tappo per evitare la formazione di cattivi odori.Pulire accuratamente la valvola dopo ogni utilizzo dopotutto è la parte più importante.

Le guarnizioni di gomma del coperchio vanno preservate da detergenti troppo aggressivi che ne danneggerebbero alcune parti corrodendole e compromettendo quindi la chiusura perfetta della pentola.

PENTOLA A PRESSIONE TEMPI DI COTTURA INDICATIVI

Tempi di cottura a pressione

IMPASTO BASE PER CRESPELLE CUKO

 

Ingredienti:500 gr. di latte, 200 gr. di farina, 50 gr. di burro, 10 gr. di sale, 4 uova.

Inserire tutti gli ingredienti nel boccale 1 min. vel 7 per 10 sec. poi 8

Qualcuno dice di lasciar riposare l’impasto…a me è capitato di doverle fare subito e sono riuscite benissimo.

Procedere quindi prendendo una padella adatta a fare le crepes, metterci un pochino di burro e farla riscaldare per bene.Versare poco impasto per volta , cuocere velocemente da un lato e dall’altro ungendo di tanto in tanto nuovamente la padella con altro burro.

Ora potete farcire le vostre crespelle come più vi piace

BUON APPETITO

 

COME CUCINARE LE UOVA

Esistono diverse metodologie per cucinare le uova, oggi vedremo insieme quali sono e qual’è il procedimento corretto da eseguire.

UOVO SODO

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Mettere le uova in pentolino con acqua fredda ed un pizzico di sale ( il sale contribuisce  a rassodare gli albumi velocemente e  a sigillare le piccole crepe che potrebbero formarsi sui gusci in cottura ); calcolare circa 7/8 minuti dall’inizio dell’ebollizione.

Passare quindi le uova sotto l’acqua fredda per fermare la cottura e procedere a sgusciarle. Uovo sodo pronto.

UOVO AL TEGAMINO

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Cucinare un uovo al tegamino o all’occhio di bue ,come preferite, può sembrare facile ma non  è proprio così! Non a caso lo chef francese  Fernando Point metteva alla prova gli aspiranti cuochi proprio chiedendo loro di cucinare un uovo al tegamino.

Ecco il segreto per una perfetta riuscita di questa ricetta…..

1) Iniziamo mettendo una noce di burro in un tegamino e facciamo riscaldare a fuoco lento….quando il burro inizia a prendere colore, ma non deve sfrigolare, è il momento di rompere delicatamente l’uovo nel tegame.

2) Far cuocere a bassa temperatura :il bianco d’uovo se lasciato cucinare lentamente assume una “struttura” più ordinata e gustosa, al contrario se lo cuciniamo ad una temperatura elevata rischia di diventare duro e poco gustoso.

3) Quando rompiamo l’uovo nel tegame facciamo attenzione che il rosso dell’uovo sia posizionato al centro…se così non è aiutiamoci con una paletta o con un mestolo di legno e portiamolo al centro.

Il tempo di cottura va dai 4 ai 6 minuti passati i quali anche il tuorlo ha raggiunto la giusta consistenza.

4) Saliamo solo verso la fine e facciamo sciogliere un’altra noce di burro che verseremo sopra l’uovo appena pronto. Il sale si mette solo alla fine perché così facendo non rallentiamo o roviniamo  la giusta solidificazione dell’albume.Uovo pronto.

UOVO AL GUSCIO E ALLA COQUE

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Sostanzialmente è quello in cui il tuorlo è appena tiepido ed il bianco leggermente rappreso….altamente digeribile e adatto ad anziani e bambini.

Per realizzarlo dovete mettere un uovo in acqua bollente per solo un minuto (aiutandoci con un cucchiaio per non romperlo); spegnere il fuoco e lasciare l’uovo in acqua per altri due minuti.

Se volete la versione chiamata alla coque da quando l’acqua bolle immergere  l’uovo ed attendere 3 minuti (se lo si preferisce un pochino meno liquido ci vorranno 4 minuti). Terminato il tempo di cottura passate qualche secondo l’uovo in acqua fredda. L’albume risulterà cremoso ed il tuorlo crudo ma tiepido

Uovo pronto

UOVO FRITTO

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È la stessa cosa di un uovo all’occhio di bue ,cambia solo il modo di cucinarlo…in questo caso metteremo nel tegame un po di olio al posto del burro e manterremo una fiamma vivace, quindi rompiamo l’uovo e lo cuciniamo sempre a fiamma alta fino a quando il bianco si sia ben rappreso ed il rosso invece è ancora cremoso. Saliamo e l’uovo è pronto

UOVA STRAPAZZATE

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Fate scaldare una padella antiaderente con un po di burro , aggiungere il composto di uova sbattute ed iniziate subito a mescolare con un cucchiaio di legno.

Cuocere per circa 4 minuti a fiamma dolce ,le uova dovranno cuocere ma rimanere morbide.Uova pronte.

UOVA IN CAMICIA (O AFFOGATE)

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Create un vortice nell’acqua , nella quale avrete aggiunto anche uno o due cucchiai di aceto ed un po di sale , girando con un cucchiaio in modo regolare. Quando la temperatura sarà tra i 90 e i 95°C versate delicatamente l’uovo al centro del vortice, smettete di girare con il cucchiaio: il movimento dell’acqua avvolgerà l’uovo e farà sì che l’albume avviluppi il tuorlo cuocendosi.

OMELETTE.

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Preparare un’omelette non è nulla di difficile: rompere le uova in un piatto, salare leggermente e mettere sul fuoco una padella antiaderente con un pochino di burro….versare le uova mescolare appena un pochino e fare rapprendere quindi con l’aiuto di una spatola girare l’omelette e terminare la cottura. Farcire a piacere.

UOVO ALLA COQUE

 

 

Per quanto riguarda le uova credo di avervi detto tutto…un capitolo a parte sarà dedicato  alla frittata.

 

OLIO AROMATIZZATO AL ROSMARINO

Questa idea nasce dal poter usufruire delle erbe aromatiche che ho in giardino ma sopratutto perchè ritengo che sia un dono grazioso per le prossime festività Natalizie.Dobbiamo però prepararlo per tempo ed è sempre una cosa gradevole da tenere nelle nostre dispense.Costo e lavoro  davvero irrisori!!

Ingredienti : 3 rametti circa di rosmarino, olio circa 1 litro a piacere

Per realizzare questa ricetta io ho usato olio di semi di girasole ma se volete potete usare anche olio evo….

Prendete un vasetto o una bottiglia ( quella che vedete in foto io l’ho pagata pochissimo 3,95 euro e mi è piaciuta tantissimo) e la lavate per bene facendola poi asciugare con cura anche per un giorno intero.

Lavate ed asciugate bene i rametti di rosmarino  e li infilate nella bottiglia ( potete usare qualsiasi contenitore vogliate la bottiglia che vedete tiene meno di un litro) e poi coprite con l’olio.

Tappate per bene e lasciate riposare in un luogo buio e fresco per circa 3 settimane.A questo punto potete filtrare il vostro olio che sarà pronto.Io lascio il rosmarino nell’olio fino a che vedo che resta bello verde perchè mi piace vedere l’aromatica nel vaso quando è in tavola ….potete usare quest’olio per condire qualsiasi cosa a vostro piacere.

BUON APPETITO