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Il nostro orto biologico

L’ORTAGGIO DEL MESE: LA ZUCCA

 


La zucca non è solo la maschera mostruosa di Halloween ma è molto molto di più.

Le zucche furono importate dagli spagnoli nel XVI secolo e diffuse ben presto in tutta Europa. In Italia la coltivazione della zucca è estesa a tutte le regioni con una maggior concentrazione nelle regioni settentrionali.

Nonostante in natura ne esistano diverse tipologie e forme , essa mantiene comunque le stesse proprietà nutrizionali e gli stessi benefici per l’ organismo.

Anche se la zucca ha un sapore molto dolce è comunque un ortaggio a basso contenuto glucidico e lipidico ed  è quindi molto indicata nelle diete ipocaloriche e per persone diabetiche. In compenso la zucca è ricca di fibre, vitamine e sali minerali. 100 grammi di zucca apportano all’organismo solo 26 kcal.;questo è possibile grazie all’elevata percentuale di acqua che la zucca ha :circa il 90%.

La zucca contiene fibre ,minerali ( calcio, fosforo, potassio , zinco , selenio e magnesio) ed anche vitamine , in particolare beta-carotene noto per le sue proprietà antiossidanti.

Vediamo ora quali sono i benefici che si possono trarre da questo ortaggio e le sue proprietà

UN VALIDO AIUTO NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

Tutti sappiamo che il beta-carotene  è un importante antiossidante che, contrastando i radicali liberi ,aiuta a prevenire l’invecchiamento cellulare. È ricca di grassi buoni come l’Omega 3 , che riducono il colesterolo ed i trigliceridi nel sangue .  Agisce inoltre sulla pressione sanguina mantenendola bassa.

CONTRO LA STITICHEZZA

Ricca di fibre e con un’elevata percentuale d’acqua , la zucca favorisce il corretto funzionamento del transito intestinale ,poiché modifica la consistenza delle feci e riequilibra la flora dell’intestino. Utile anche in caso di colite ed emorroidi. In più le fibre che la zucca contiene aiutano a mantenere più a lungo il senso di sazietà contribuendo a ridurre l’assorbimento di zuccheri nel sangue.Adatta quindi a chi vuol rimanere in linea ed ai diabetici.

CONTRO ANSIA ED INSONNIA

Il magnesio è tra le altre cose anche un miorilassante naturale. La presenza di magnesio nella zucca aiuta , quindi, il rilassamento muscolare apportando benefici sia a livello dell’umore che per il fisico.Contiene inoltre un aminoacido detto triptofano che,producendo assieme ad altri aminoacidi la serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, è utile a combattere l’insonnia e la fame nervosa.

CONTRO LA RITENZIONE IDRICA

L’alta percentuale di acqua ed il potassio contenuto nella zucca ,contrastano la ritenzione dei liquidi. Un consumo regolare di questo ortaggio , facilita l’organismo a liberarsi dai liquidi trattenuti ( e quindi anche dalle tossine) e a sgonfiarsi

PROTEGGE LE VIE URINARIE ED ALLONTANA I VERMI INTESTINALI.

La curcubitina, un raro e prezioso aminoacido presente sopratutto nei semi di zucca, ha proprietà vermifughe ed antiparassitarie , e si è rivelata molto utile a combattere i disturbi delle via urinarie, in particolare prostatiti e cistiti

NUTRE E PROTEGGE PELLE ,CAPELLI ED UNGHIE

Le vitamine e gli antiossidanti contenuti nella polpa della zucca ,la rendono un alleata di bellezza.Infatti si possono preparate delle maschere e creme fai da te, emollienti per il corpo, fortificati per capelli ed unghie.

Della zucca non si butta via nulla : si può mangiare la polpa cotta e cruda, i semi e persino la buccia . Diversi sono anche i modi per cucinarla: può essere lessata, stufata, cotta al vapore o cotta in forno.

Una volta aperta dovrete conservarla in frigo e volendo la potete anche congelare.

Non esistono molte controindicazioni verso questo ortaggio tranne che allergie specifiche verso la zucca. Per quanto riguarda i semi invece, avendo un contenuto calorico e lipidico maggiore, e meglio non abusarne

Se volete alcune idee su come cucinare la zucca leggete le ricette che vi hi postato su :ortodellafantasia.com digitando nel motore di ricerca la parola zucca. Otterete così tutte le ricette che ho preparato con la zucca.

SEMINA E COLTIVAZIONE

La zucca è uno di quegli ortaggi che non dovrebbe mai mancare in un orto.Dovete però considerare che richiede un po di spazio. Il terreno ideale per la zucca è quello ricco di potassio ,questo vuol dire che potete arricchire il terreno usando della cenere e del.letame….infatti più il terreno sarà ricco e più dolce sarà il sapore della zucca.

Si possono coltivare due tipi di zucca : quella edibile e quella ornamentale che normalmente viene usata per creare le lanterne per Halloween o quelle piccoline e con forme e colori davvero molto belli ,come decorazioni interne ed esterne.

La zucca è un ortaggio che teme il gelo (soffre già al di sotto dei 10 gradi ) così come le grandi calure ( sopra ai 30  gradi).

La zucca può essere seminata direttamente a dimora nell’orto…..in alternativa si possono far crescere le piantine in vasetto e poi trapianta

Si semina da metà Aprile per poi trapiantare verso la fine del mese clima permettendo. Se la mettete direttamente a dimora mettete un seme  per ogni buco e ben distanziati i semi tra uno e.l’altro (ricordatevi che sono piante di grandi dimensioni e che in crescita si espandono notevolmente.Un consiglio è quello di seminare le zucche sempre ai bordi degli orti).Non ci sono cure particolari per coltivare la zucca se non quella di sarchiare per ossigenare il terreno ( le zucche amano particolarmente avere un terreno ben ossigenato) ed irrigarlo frequentemente sopratutto con elevate temperature.

Il raccolto delle zucche avviene in autunno quando il frutto assume quel caratteristico colore arancio o verde e si conserva in luogo fresco ma asciutto.

Per il resto che dire…care cuoche mettete vi al lavoro dinricette fa realizzare con la zucca ce ne sono davvero tante.

L’ORTAGGIO DEL MESE: IL PORRO

Con l’avvicinarsi dell’autunno iniziano a fare capolino anche le verdure tipiche delle stagioni più fredde…..è il caso del porro che inizia a darci i suoi frutti proprio a settembre per tenerci compagnia fino in primavera.

Innumerevoli sono le ricette che si possono preparare con i porri: vellutate, lasagne , torte salate, contorni…

Il porro è un ortaggio ricco di sali minerali in particolare di ferro , vitamina c , fibre e proteine; è una pianta a carattere biennale che appartiene alla famiglia delle lilliacee.Conosciuto e coltivato in gran parte del continente Europeo , in Asia e nelle Americhe.

Le sue proprietà terapeutiche erano note sin dai tempi antichi tant’è che Egizi e Romani ritenevano che questo ortaggio avesse delle proprietà benefiche per la  gola ed il  sonno.

Il periodo in cui si consuma il porro è abbastanza lungo:troviamo infatti le prime piante gia con il mese di Settembre e le ultime raccolte si hanno in inverno anche fino a marzo.E’ uno dei pochi ortaggi che popola l’orto d’inverno senza temere gelate purchè non molto rigide.

Del porro normalmente si consuma la parte bianca…..ortaggio ricco di acqua ( per circa l’80%) , contiene minerali  come vi ho già scritto sopra,quali ferro, sodio, potassio, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, calcio e fosforo; presenti anche le vitamine del gruppo B.

PORRI :PROPRIETA’ E BENEFICI

NELLE DIETE

Il porro è un ortaggio poco calorico ma con un buon apporto di fibre, quindi indicato per la pulizia dell’intestino e per chi segue un regime contro l’obesità.

ANTIBIOTICO

Il porro è un antibiotico naturale contenendo una sostanza detta allicina che apporta benefici in caso di reumatismi ed artrite.

DIURETICO

Ha proprietà  diuretiche e leggermente lassative. La sua  assunzione viene consigliata in caso di problemi alle vie urinarie, stipsi ed emorroidi.

DISINTOSSICANTE

Il porro  contiene molto potassio (300 mg per 100 gr di porro) e poco sodio. Questo aumenta la secrezione dei liquidi nel corpo e l’eliminazione delle sostanze tossiche attraverso i reni. Per questa loro proprietà  disintossicante, i porri sono consigliati per chi soffre di  malattie renali e per apportare benefici in caso di gonfiori.

CARMINATIVE

Il porro possiede proprietà carminative ossia  riduce la formazione di gas intestinali; possiede inoltre proprietà antisettiche per l’apparato digerente.

DIGESTIVE

Il porro è ricco di oli essenziali che stimolano la secrezione dei succhi gastrici. Per questo motivo i porri sono un alimento adatto a  migliorare la digestione.

BENEFICI PER LA PELLE

Hanno anche la proprietà di mantenere elastica la pelle del corpo, grazie ai benefici  della vitamina E e del carotene.

RIDUce IL COLESTEROLO

Contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo cattivo nel sangue ed aiutano a rafforzare il sistema immunitario. La loro  assunzione è utile in caso di raffreddori ed infezioni.

PRESSIONE SANGUIGNA

Consumare porri regolarmente aiuta ad abbassare la pressione ed apporta benefici

nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

GRAVIDANZA.

Per il buon contenuto di folati sono consigliati in  gravidanza. Questi composti infatti contribuiscono ad evitare malformazioni nei neonati.

RIASSUMENDO possiamo dire che:

Esso viene usato per curare dispepsie, anemie, artrite, gotta, infezioni urinarie, emorroidi, piaghe, e inoltre se ne raccomanda l’uso per stipsi. Abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario, aiuta la prevenzione del cancro, ha proprietà decongestionanti e disinfiammanti per questo è una manna dal cielo in caso di raffreddori e, secondo ricerche eseguita alla State University of New York/Albany, i suoi componenti solforati possono persino inibire la risposta infiammatoria allergica tipica dell’asma

IL PORRO IN CUCINA

In cucina del porro si utilizza, normalmente,  la parte bianca finale. Invece di eliminare la parte verde che contiene molta vitamina C, la si può utilizzare per la preparazione di salse, zuppe ed anche sformati.

Il porro può essere usato come sostituto della cipolla in tutti quei piatti che ne prevedono l’uso. Il risultato è un aroma più delicato.

Per questo motivo i porri si possono utilizzare per la preparazione di piatti delicati e raffinati. I suoi utilizzi in cucina sono davvero tanti.

Dalla preparazione di insalate al pinzimonio, al condimento della pasta. Dall’aromatizzazione di carne e pesce, fino all’utilizzo per il soffritto.

COME ACQUSTARLI.

In genere i porri più sottili sono quelli più teneri. L’estremità superiore, con le foglie verdi, non deve avere parti marroni o gialle, né essere legnosa. Le radicette ancora attaccate al lato bulboso sono pure testimoni di freschezza. E in cucina? Per non piangere durante la preparazione, tenete i porri in frigo per circa mezzora e usare un coltello ben affilato o un elettrodomestico con disco che affetta per ridurre il tempo di esposizione e quindi, il rischio di lacrimazione. In alternativa, tenete la lama del coltello sotto l’acqua corrente durante il taglio.
I porri sono ottimi tagliati a rondelle o a pezzetti e cotti in padella coperta o in pentola a pressione con pochissima acqua. Brasati o stufati, sono la base per numerosi usi gastronomici: zuppe, frittate, ripieno di timballi, sparsi crudi sulle insalate, leggermente spennellati d’olio e posti sul grill, da soli, serviti con salse calde o fredde o funghi, pomodori e olive. Per insaporirli: alloro, curry, semi di finocchio, noce moscata, prezzemolo, timo. Una curiosità: con un cataplasma di porro, potete ammorbidire persino i calli e i duroni. Fate macerare una foglia in aceto per una giornata, applicandola la sera sulla pelle interessata e fissatela con un bendaggio. Al mattino seguente, la callosità si squamerà con alcuni passaggi di spazzola o di guanto di crine.

COLTIVAZIONE

La semina si  può effettuare a gennaio in semenzaio ben protetto per la raccolta in piena estate; a marzo ancora in semenzaio, o direttamente all’aperto se abitiamo in zone a clima mite, per la raccolto autunno-invernale; a maggio-giugno per la raccolta da dicembre fino alla primavera dell’anno successivo. Se seminate all’aperto ponete i semi in piccoli solchi profondi circa 1-1,5 cm.  La temperatura minima per la germogliazione è di circa 12°, ma la temperatura ideale è di circa 25°. A seconda del terreno e della temperatura il porro impiegherà dai 4 ai 20 giorni per germogliare.

Trapianto – Il trapianto andrà effettuato dopo circa 10 settimane dalla semina, quando le piante avranno un diametro di circa 8mm e circa 15 cm di altezza. La messa a dimora delle giovani piante  va effettuata in solchi profondi 12-15 cm meglio se riempiti di composto maturo setacciato. Lasciamo circa 15 cm tra una pianta e l’altra e 30 cm tra le file. Se il terreno fosse troppo asciutto, meglio bagnarlo leggermente.

Una volta eseguita la messa a dimora delle piantine, potremo annaffiare facendo ricadere la terra nei solchi. Inizialmente i piccoli porri potranno sembrarci poco stabili, ma in poco tempo diventeranno solidi e robusti.

Come sempre è meglio effettuare il trapianto in una giornata nuvolosa o verso il tramonto, e innaffiare bene per i primi giorni.

– Il porro sta bene insieme a cipolle, sedano, pomodoro, cavoli, lattughe e indivia. E’ invece sconsigliato metterlo vicino a fagioli, piselli e rape. Ma la combinazione migliore è quella con le carote.

Annaffiature – Il porro non necessita di annaffiature eccessive, tuttavia in caso di siccità dovremo irrigare regolarmente per favorire lo sviluppo della pianta.

 Dopo circa un mese, se avremo lasciato il solco dei nostri porri leggermente affossato, come è giusto che sia, potremo provvedere a coprirlo del tutto livellando bene il terreno. Un altro rincalzo lo si può effettuare un mese prima della raccolta per favorire un ulteriore imbianchimento del gambo, ma lo faremo soltanto se la terra sarà ben asciutta.

Concimazione – Come abbiamo detto al porro piace un terreno ricco, tuttavia non bisogna esagerare, soprattutto in inverno, perché un’eccessiva concimazione potrebbe ridurne la resistenza al gelo.

Raccolta – Il porro a differenza di molti altri ortaggi anche se raccolto in anticipo è buono ugualmente, quindi lo si potrà cogliere da quando il suo diametro sarà come quello di un dito in poi. Diciamo che il massimo ingrossamento dei fusti si raggiungerà dopo 5-6 mesi dalla semina o dopo 3- 4 mesi dal trapianto, ma il porro può stare sul campo molto, molto a lungo. In pratica se sceglieremo una varietà tardiva (come il Gigante d’inverno e il grosso di Carentan)  e la semineremo a fine marzo, potremo iniziare a raccogliere da metà ottobre e continuare durante tutto l’inverno. Oppure se avremo seminato a gennaio una varietà precoce, si potrà iniziare a raccogliere a maggio e se poi effettueremo una nuova semina in autunno, porteremo i porri a tavola fino al maggio successivo. Insomma i patiti del porro, con un po’ di organizzazione, potranno avere porri tutto l’anno!

Un’ultima cosa: non gettate via la parte verde del porro ma utilizzatela nelle verdure del minestrone.

 

 

 

 

L’ORTAGGIO DEL MESE : IL FAGIOLINO

 

Seppure si può definire quasi un parente stretto dei fagioli, il fagiolino ( o tegoline) si differenzia da questi ultimi per le sue diverse proprietà e per i diversi utilizzi in cucina.

CARATTERISTICHE  NUTRIZIONALI

Dal punto di vista nutrizionale, i fagiolini si differenziano significativamente dai fagioli: essendo raccolti e consumati prima della piena maturazione dei semi; infatti sono meno calorici ed il loro apporto di  proteine e carboidrati è minore.

Sono ricchi però di fibre, sali minerali e vitamina A quindi molto indicati nelle diete ipocaloriche.

L’assunzione regolare dei fagiolini apporta all’organismo numerosi benefici grazie alla presenza bilanciata di macro e micronutrienti in questo alimento fresco e saporito.

Vediamo insieme quali sono:

TRANSITO INTESTINALE: la notevole quantità di fibra presente nei fagiolini è un ottimo aiuto per stimolare il transito intestinale e ripulire l’intestino dalle sostanze tossiche che si possono accumulare.

In questo modo si possono anche prevenire disturbi infiammatori ( come la colite) ed alcuni tipi di tumori intestinali.

GASTRITE: i fagiolini essendo un alimento molto digeribile e che ben si inserisce in un’alimentazione basica , quindi non acida, sono l’ideale per migliorare l’equilibrio acido-basico dei liquidi intestinali.Per questo motivo vengono spesso consigliati a chi soffre di gastrite o reflusso gastro-esofageo

DIABETE :come tutti i legumi , sono tra gli alimenti a più basso indice glicemico.Per questo motivo e per la presenza di vitamina K, sono consigliati nelle diete delle persone diabetiche.

OSTEOPOROSI: alla vitamina K viene ormai riconosciuto l’importante merito di contribuire significativamente al mantenimento dell’apparato osseo in buono stato ed alla prevenzione dell’osteoporosi.Essendo un’ottima fonte di vitamina K, i fagiolini non possono mancare in particolare nella dieta delle persone anziane, donne in gravidanza ed in menopausa.

SISTEMA IMMUNITARIO: la vitamina C presente nei fagiolini aiuta a  rinforzare il sistema immunitario e a combattere l’attacco di agenti infettivi.

TESSUTO CONNETTIVO: la vitamina C , in azione combinata con la vitamina K, svolge un ruolo molto importante nella formazione del collagene e nel mantenimento di tutte le strutture  dell’organismo.

REGOLAZIONE DEI LIQUIDI :il potassio svolge un’azione fondamentale nella regolazione dei liquidi all’interno dell’organismo ed aiuta a combattere allo stesso tempo gli effetti negativi del sodio, presente sempre in grandi quantità nella nostra alimentazione quotidiana.

RADICALI LIBERI: la presenza di vitamine A e C , dalle conclamate proprietà antiossidanti, , protegge le cellule dallo stress ossidativo, principale causa di invecchiamento e morte cellulare.

GRAVIDANZA: un deficit di acido folico durante la gravidanza può portare difetti nella formazione del tubo neurale creando dunque gravi problemi allo sviluppo del feto;per questo motivo è importante assumere cibi ricchi di acido folico come i fagiolini.

DIMAGRIMENTO: come molte verdure, anche i fagiolini sono l’ideale per chi vuole dimagrire o ha comunque la tendenza ad ingrassare, trattandosi non solo di un alimento ricco di fibre ma anche caratterizzato da un bassissimo apporto calorico.

SVEZZAMENTO: nella fase dello svezzamento dei neonati è molto importante inserire le verdure in maniera che non manche alcun nutriente nell’alimentazione del bambino.

I fagiolini si prestano facilmente a questo scopo sia per la ricchezza dei  valori nutrizionali  sia per la facilità della preparazione

ACQUISTARE I FAGIOLINI: se non possedete un orto per coltivarli potete acquistare i fagiolini freschi, in scatola o surgelati.

La cosa migliore sarebbe sempre quella di acquistarli fresche magari a km 0 presso qualche contadino di fiducia…….In alternativa al supermercato.Sapere riconoscere i fagiolini freschi è semplice:il colore deve essere intenso e senza la presenza di macchie sul bacello che deve presentarsi compatto e croccante

 

IN ORTO


Come per il fagiolo, il bisogno di un clima temperato-caldo si traduce in una semina che può iniziare a marzo al Sud e in genere ad aprile al Nord. La raccolta avviene poi a scalare dopo circa due mesi, appena sono raggiunte le dimensioni tipiche della varietà scelta.

Terreno e concimazione – Il fagiolo è una leguminosa che  si adatta a tutti i terreni, ma se può scegliere preferisce le vie di mezzo: né troppo  sabbiosi né troppo argillosi.

Il fagiolo trae vantaggio dalla fertilità residua derivante dalla concimazioni effettuate per le colture precedenti, per questo quando segue un’altra leguminosa o un altro ortaggio che è stato ben letamato non necessita di concimazioni aggiuntive. Sembra invece di grande giovamento, una volta effettuata la semina, distribuire sul terreno della cenere di legna, ricca di fosforo e potassio.

Dote rara, il fagiolino è apprezzato nell’orto come una pianta “miglioratrice”: accade infatti che la sua coltura non impoverisca i nutrienti del terreno bensì prepari bene il suolo per culture successive.

La semina si può effettuare sia in semenzaio in coltura protetta o in pieno campo, ovvero direttamente nell’orto. Nel primo caso a febbraio, marzo si metteranno i fagioli in vasetti profondi o anche in lunghi cilindri di cartone biodegradabili, riempiti con del terriccio universale da semina, ad una profondità che può variare da un minimo di 3,5 cm ad un massimo di 5 cm. Il fagiolo impiega dai 4 ai 15 giorni a nascere. Quando la piantina avrà raggiunto gli 8 cm sarà pronta per essere trapiantata nell’orto, normalmente in tarda primavera o ad inizio estate.

Se invece opteremo per la semina in pieno campo dovremo aspettare che le temperatura del terreno si aggiri intorno ai 15°, a quel punto metteremo i fagioli nel terreno alla profondità sopra citata e rispettando queste distanze: semineremo le varietà nane in postarelle (3-4 semi per buca diradando in un secondo tempo) distanti 15-22 cm  l’una dall’altra, oppure in file distanti 50-60 cm e lasciando 5 cm tra un seme e l’altro ( questo è il metodo che io preferisco) semineremo invece le varietà rampicanti in doppie file distanti tra loro 80 cm e 50 cm sulla fila, naturalmente dopo avere prima sistemato i sostegni.

Avvicendamenti e consociazioni –  Le leguminose hanno la capacità di fissare l’azoto nel terreno per questo sono adatti ad ‘aprire la strada’ ad ortaggi esigenti come la solanacee (pomodori, patate, peperoni, melanzane, ecc.). E’ invece meglio evitare la semina dei fagioli dopo piselli, cetrioli e zucche perché potrebbe essere favorita la trasmissione di marciumi o batteri.

Con chi si associa il fagiolo? Con rapa, ravanello, rabarbaro, pomodoro, insalate, cavoli e biete, mentre è bene evitare la vicinanza di agli, cipolle, finocchi e piselli.

Annaffiature – Annaffiamo con più assiduità quando compariranno i primi fiori ed assicuriamoci che il terreno non asciughi mai troppo, evitando di bagnare le foglie per tenere lontane le malattie fungine.

Raccolta – I primi fagiolini saranno pronti dopo 50-70 giorni dalla semina, mentre per i fagioli da sgranare dovremo attendere 80-120 giorni.

Un’ultima curiosità :potete scegliere se coltivare fagiolini bianchi ( come i miei da cui la foto sopra) , verdi

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od anche viola

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che una volta cotti diventano verdi ma sono un po più “carnosi” degli altri.

L’ORTAGGIO DEL MESE : IL CETRIOLO

cetrioli

Sapete da dove ha origine il cetriolo?Non ci crederete mai ….dall’Himalaya! Le prime coltivazioni di questo ortaggio, risalgono a 5000 anni fa ed erano situate ai piedi dell’Himalaya. La pianta, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, fu probabilmente introdotta nel bacino mediterraneo dagli Egiziani.

ASPETTI NUTRIZIONALI

Il cetriolo non è solo un semplice ortaggio ma si è rivelato un ottimo alleato per la salute generale dell’organismo. Esso infatti contiene una importantissima sostanza predominante: l’Acido tartarico. L’acido tartarico è importante perché impedisce ai carboidrati dei prodotti alimentari, immessi nel nostro organismo, di trasformarsi in grassi, ecco perché i dietologi consigliano il consumo del cetriolo nelle diete e a tutti coloro che vogliono mantenere il peso sotto controllo.  Inoltre ha pochissime calorie, è un buon diuretico e un valido disintossicante.

Il cetriolo è molto consigliato nelle diete dimagranti per il suo riconosciuto basso contenuto calorico (composto gran parte di acqua). Pur non particolarmente ricco di nutrienti, si presenta tuttavia come un buon serbatoio di potassio e delle vitamine A, C e K.

Le proprietà
I cetrioli sono ricchi di acqua, per questo motivo vengono ritenuti particolarmente rinfrescanti e depurativi. Questa caratteristica è molto importante per l’attività dei nostri reni. Inoltre hanno pochissime calorie e quindi vengono molto usati nelle diete dimagranti. Contengono provitamina A, le vitamine del complesso B, la vitamina C e sono ricchi di potassio, ferro, calcio, iodio e manganese. Aiutano  i reni ad eliminare i liquidi e le tossine, migliorano l’attività del fegato e del pancreas. La polpa del cetriolo viene utilizzata come diuretico e disintossicante e l’acqua e i sali minerali in esso contenuti, sono molto utili per controbilanciare i cibi acidi. Gli antichi lo utilizzavano inoltre per debellare i vermi intestinali e per abbassare la febbre. Anche per malattie come la gotta, patologia dovuta ad  un accumulo eccessivo di acido urico nel sangue e nei tessuti  (che fa rigonfiare gli arti), i cetrioli vengono ben utilizzati. Gli enzimi contenuti nel cetriolo aiutano l’organismo ad assimilare le proteine, purificano e disintossicano l’intestino. Gli stessi principi attivi aiutano a prevenire anche la formazione di calcoli ai reni e alla vescica. Mangiando regolarmente cetrioli si combatte la costipazione. Inoltre sono anche molto utili per compiere una sorta di pulizia intestinale e per lubrificare le articolazioni. Sono anche a tutti note le proprietà diuretiche, vermifughe, emollienti, antiinfiammatorie e antipruriginose.

Le proprietà del cetriolo per la bellezza
Il cetriolo è ricco di zolfo, quindi è molto indicato per curare la pelle: infatti è in grado di schiarire le macchie dell’età, grazie alle sue proprietà decongestionanti. È anche consigliato dagli esperti dermatologi per lenire le scottature solari e se usato con continuità rappresenta una buona soluzione per “migliorare” le rughe. Tutti conoscono anche il vecchio rimedio delle nonne per combattere il gonfiore: i cetrioli sugli occhi che hanno la proprietà di ravvivare lo sguardo, ringiovanire l’aspetto della pelle intorno agli occhi stanchi e ridurre borse e occhiaie. In cosmesi, viene utilizzata la polpa per ottenere maschere per il viso rinfrescanti e idratanti, i semi invece per maschere tonificanti e rassodanti, il succo per impacchi lenitivi su pelli irritabili.. Infine per ridurre le rughe e rendere la pelle più morbida e luminosa, si può preparare un’ottima maschera facciale utilizzando un cetriolo tritato con olio d’oliva e qualche goccia di succo di limone. Questo trattamento ha azione detergente, riduce e pulisce i pori dilatati o occlusi ed è adatta anche alle pelli più sensibili che non tollerano né sapone né acque dure. L’efficacia di questo trattamento è sicuramente superiore a qualsiasi crema, sicuramente più costosa.

CETRIOLO :COME UTILIZZARLO E CONSUMARLO

Quando acquistate i cetrioli, verificate che non siano ammaccati o avvizziti e sceglieteli non troppo grandi, se non amate i semini in essi contenuti. Conservateli frigo per pochi giorni. Il modo migliore per consumare i cetrioli è a crudo, senza buccia oppure con la buccia se si tratta della varietà lunga dotata di buccia particolarmente fine e digeribile. In genere si mangiano in insalata con olio, sale, pepe ed aceto. In alcune nazioni il cetriolo si consuma anche cotto. Esistono poi i cetrioli sott’aceto, che sono quelli piccoli. Possono essere anche trasformati in salse oppure si può ottenere il succo con un estrattore. A tal proposito, ottimi abbinamenti si ottengono tra cetriolo, mele, cavolo e limone. Ma le tante proprietà del cetriolo si espletano anche attraverso rimedi domestici e diventa protagonista di maschere e impacchi. Ad esempio per curare gli occhi gonfi si consiglia di tenere sugli occhi chiusi una fetta di cetriolo per circa mezz’ora, così da avere sollievo immediato. Vediamo qualche “rimedio della nonna” per usare il ceriolo: Contro acne e punti neri: mettere fette di cetriolo sul viso in modo che possa espletare tutto il suo effetto sebo regolatore e purificare la pelle. Per le macchie della pelle: questa ricetta prevede di creare un detergente tenendo in ammollo un cetriolo a pezzi in un litro di latte. Frizionarlo sul viso con un batuffolo di cotone, aiuterebbe ad attenuare lentiggini e macchie da invecchiamento. Per le scottature: frullare il cetriolo fino ad ottenere una crema liscia quindi applicarla sulla scottatura e lasciar agire 15 minuti. Questo rimedio è adatto sia per le scottature solari che per le bruciature leggere. Per i capelli: il cetriolo ha proprietà capaci di stimolare il bulbo pilifero e quindi la crescita dei capelli. Preparare un impacco con cetriolo frullato, carote, spinaci e lattuga in pari quantità. Spalmare sulla testa e lasciare agire qualche minuto prima dello shampoo.

CONTROINDICAZIONI DEL CETRIOLO

Nonostante si tratti di un ortaggio ricco di benefici, il cetriolo ha qualche piccolo effetto collaterale. In particolare risulta poco digeribile per cui il suo consumo è sconsigliato a chi soffre di cattiva digestione. È inoltre ricco di fibre insolubili quindi chi soffre di colon irritabile è meglio che lo eviti. Vietato naturalmente a chi è allergico.

COLTIVARE I CETRIOLI

Anzitutto occorre decidere quale varietà desideriamo coltivare, se da insalata o sottaceti. In ambedue i casi il risultato, se la coltivazione viene curata a dovere, sarà eccellente.

C’è da dire, infatti, che le varietà di cetriolo sono numerose e differenti; tra le più note possiamo citare Slice Master, Cubit e Poinsett come tipi da insalata, mentre, per quel che riguarda le tipologie utilizzate per i sottaceti, le più comuni sono Chornicon de Paris e piccolo bianco. Ognuna di queste varietà presenta delle prerogative specifiche, anche se, generalmente, la loro coltivazione richiede lo stesso tipo di intervento per dare buoni frutti.

Il cetriolo è un ortaggio che necessita di temperature piuttosto elevate, almeno al di sopra dei 10°C, per via delle sue origini sub-tropicali. La temperatura ideale si aggira comunque intorno ai 24-27°C. Per queste ragioni è facile immaginare che il cetriolo richiede anche abbondanti irrigazioni senza le quali potrà dare frutti estremamente amari e di proporzioni più piccole.

È molto importante mantenere la giusta costanza d’irrigazione durante tutto il ciclo colturale. Annaffiature frequenti e nella corretta quantità assicureranno al terreno un grado di umidità ottimale. Tenete conto che ogni piantina richiede all’incirca 2,5-3 l d’acqua al giorno.

Un’altra pratica necessaria nella coltivazione dei cetrioli è rappresentata dalla pacciamatura. La pacciamatura è assai indicata nel cetriolo poiché separa i frutti dal contatto diretto col suolo e aiuta a ostacolare la proliferazione delle piante infestanti. Non da meno, trattiene efficacemente l’umidità del terreno nei periodi di calura evitando dannose dispersioni.

Molto importanti nella coltivazione di questo ortaggio sono i tutori. Se ne possono usare di diversi tipi, dai rami secchi alle reti di plastica o paletti; l’importante è che siano alti circa 1-1,5 m. La funzione dei tutori è quella di assicurare uno sviluppo più regolare del cetriolo e difendere le piante dalle infestanti. Inoltre rendono più agevoli gli interventi di sarchiatura e raccolta.

 

BUON LAVORO A TUTTI

AROMATICHE E…..NON SOLO

Che soddisfazione quando dopo tanto lavoro le piante ci danno il loro frutto e noi le possiamo ammirare in tutta il loro splendore….vi voglio far vedere alcune piante aromatiche e qualche scatto dal mio orticello…..

Questa piantina di salvia l’ho trovata gettata via e guardate …si è ripresa ed ha fatto anche i fiori  …piano piano sta crescendo bene

timo in fiore

la mia super salvia……stupenda e che profumo!!

menta a foglia larga

menta a foglia lunga

origano

ora siamo nell’orto ed i fagioli promettono davvero bene

i ravanelli fanno capolino e sono pronti per essere raccolti

insalatina

bieta da costa

su questa bieta le lumache hanno fatto visita…succede anche questo….

zucchina piccina piccina

anche le cipolle non sono niente male

patate in fiore …manca poco alla raccolta

lamponi…che buoni

ribes rosso e bianco…i bambini quando vanno nell’orto sono come due uccellini !!ribes a volontà!!

ribes bianco…con questo faremo i waffel per la merenda

ecco infine i miei stupendi piselli….ringrazio madre natura per questo  stupendo dono….

Grazie a tutti ed alla prossima!!

 

L’ORTAGGIO DEL MESE:I PISELLI

La pianta del pisello ha origine in Medio Oriente ma si è presto diffusa anche in Europa divenendo uno dei legumi maggiormente diffusi.

Legumi ricchi di proteine( come tutti i legumi), i piselli contengono anche una buona quantità di carboidrati (molto alta se i piselli sono secchi), fibre (per il 4-6%), vitamine (B, C, E) e sali minerali, il tutto bilanciato con un equilibrato contenuto calorico (80 kcal per 100g).

Il minore contenuto di amidi regala inoltre ai piselli una  maggiore digeribilità rispetto ad altri cugini legumi.

Dei piselli si conoscono le qualità rampicante o nana. Di colore giallo o verde, di consistenza liscia o rugosa, sono tante le varietà coltivate in Italia (più che in altri paesi), anche se spesso se ne ritrovano solo poche “selezionate” al supermercato o ai banchi del mercato.I piselli sono una leguminosa ideale da coltivare nel clima italiano.

I piselli nani sono più precoci; possiamo anche pensare di seminare le diverse varietà in modo da avere una produzione di verdura più lunga.

Tra tutte le verdure leguminose i piselli sono la più semplice come coltivazione, per via delle poche malattie che subisce.

I MIEI PISELLI GIA’ MATURI

CLIMA E TERRENO

La pianta si semina con temperature miti, generalmente in primavera (al Sud sono possibili e a volte preferibili le semine autunnali). La raccolta può avvenire così in modo scalare dopo circa 2 mesi dalla semina (o un po’ prima se  si vuole consumare i piselli freschi). I piselli sono una pianta adatta alle nostre latitudini, si tratta di una coltivazione ideale da seminare anche in Italia settentrionale, una volta che la pianta è spuntata può resistere anche a gelate sotto i 10 gradi. Questo ortaggio non ama invece l’umidità, per cui va preparato bene il terreno con una lavorazione che lo renda drenante in modo corretto e durante tutta la coltivazione bisogna stare attenti che la terra non faccia una crosta, intervenendo quando necessario con la zappa.

Un terreno misto e ben drenato è condizione necessaria, per evitare i ristagni d’acqua che comprometterebbero la crescita della pianta. Il pisello è in grado di crescere anche in terreni non particolarmente fertili.

CONCIMAZIONE

 I piselli sono poco esigenti in termini di terreno e di concimazione, basta preparare il terreno arricchendolo con un pochino di letame.

Il seme del pisello ha bisogno di pochi gradi per nascere, sono sufficienti 7-8 gradi e una volta nato resiste ottimamente al freddo (anche dieci gradi sotto zero). Si può seminare a ottobre/novembre oppure tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Seminare i piselli in primavera riduce il rischio che i topi attacchino i semi. Altro pregio della coltivazione in primavera è che vi sono meno malattie attive per ragioni climatiche. Non conviene seminare il pisello in vasetti, meglio metterlo a dimora direttamente in pieno campo. Se credete nel calendario lunare i piselli vanno seminati in luna crescente.

Le piante di piselli vanno rincalzate e sono necessarie ordinarie operazioni di sarchiatura e controllo delle infestanti.

I piselli nani arrivano a 40 cm di altezza, mentre le piante delle varietà rampicanti possono superare i 2 metri di altezza.

. Come tutte le leguminose il pisello va irrigato nel periodo di fioritura, con moderazione e senza creare ristagni idrici innaffiando. Le piante non vanno bagnate nelle ore più calde della giornata.

. Quando il baccello è turgido deve essere raccolto, prima che diventi rugoso, altrimenti il seme diventa duro. Il calore determina la velocità di maturazione, e temperature elevate possono farlo maturare prima che l’ortaggio ingrossi, per questo meglio coltivarlo in primavera. In genere una pianta di piselli dalla semina alla raccolta impiega 90-100 giorni. La maggior parte dei piselli si sgrana consumando il seme, vi sono varietà di piselli mangiatutto come le taccole in cui si cucina l’intero bacello. I piselli, una volta raccolti,  si conservano  in congelatore oppure facendolo seccare.

Le varietà di piselli possiamo dividerle in diverse famiglie, al fine della coltivazione possiamo individuare i piselli rampicanti (che necessitano di rete) e i piselli nani (che crescono senza supporto). In generale i piselli nani sono piante un po’ meno produttive, per cui se vogliamo ottimizzare la resa meglio seminare piselli rampicanti. Ci sono poi i piselli mezzarama, ossia semi rampicanti, che superano il metro e mezzo ma non hanno bisogno di sostegni (anche se può capitare di dover mettere qualche bastone a supporto).

Possiamo poi classificare i coltivar in piselli da sgranare, in cui si consuma solo il seme, e varietà mangiatutto (i piattoni o taccole), che come per i fagiolini si mangiano compresi del bacello.

Per quanto riguarda i piselli da sgranare invece si dividono in piselli a seme lisciopiselli col seme rugoso. In genere i piselli a seme liscio resistono meglio al gelo e quindi si adattano ad essere seminati in tardo autunno, mentre i piselli rugosi sono meno rustici, per cui molto meglio seminarli dopo l’inverno. Generalmente le varietà a buccia rugosa sono più tenere e zuccherine.

Altra distinzione si può fare tra sementi più o meno precoci, piselli a crescita veloce sono indicati per lasciar poi libera la parcella dell’orto a un’altra coltivazione.

Proprietà e benefici dei piselli

Meno ricchi di amido rispetto ad altri legumi, i piselli risultano più digeribili e possono essere consumati anche da chgi, soffrendo di colite o meteorismo, fa fatica a mangiare fagioli e ceci.

Hanno pochi grassi e poche calorie, sono quindi adatti alle diete ipocaloriche e ipolipidiche. I piselli freschi contengono ferro,fosforo, calcio, potassio, vitamina A, vitamina B1, vitamina C, vitamina PP.

I piselli secchi contengono principalmente ferro, magnesio e zinco e sono più calorici rispetto a quelli freschi; grazie alle loro caratteristiche sono utili in caso di stitichezza

I piselli contengono fitoestrogeni, sostanze simili agli estrogeni femminili; per questo motivo possono essere validi alleati contro i sintomi della menopausa

I piselli sono usati in cucina, ma anche in cosmesi, dove vengono impiegati nella preparazione di maschere per la pelle rassodanti e tonificanti.

Bene spero di avervi fatto cosa gradita ed appuntamento al prossimo mese

 

 

CETRIOLI:METTIAMOLI A DIMORA

Un po di tempo fa abbiamo visto insieme come seminare da soli i cetrioli e come ottenere così le piantine da mettere a dimora in pieno campo.

Quest’anno la stagione è un pò bizzarra,siamo in gran ritardo per colpa del tempo che non è molto stabile…ora però non si può proprio più aspettare.Tenuto conto che molti di voi hanno un clima sicuramente più favorevole della zona in cui io abito e che hanno già potuto provvedere alla messa a dimora delle proprie piante,  per chi non lo avesse ancora fatto ecco qualche piccolo consiglio.

Queste sono le piantine di cetriolo ormai ben sviluppate e pronte per essere trapiantate.Quello che dobbiamo fare per prima cosa è preparare lo spazio adatto ed una struttura che possa far arrampicare e sorreggere, una volta grandi, le piante dei cetrioli.

Se poi volete fare un lavoro di fino vi consiglio di mettere a terra anche un telo nero ma non di plastica ma bensì di tnt( tessuto non tessuto) che è molto più traspirante, non lascia crescere le erbacce ma sopratutto lascia passare i liquidi quindi quando piove o annaffiate il terreno e così l’acqua penetra su tutta la superficie e non solo attraverso il foro che avete lasciato per la piantina.Io preparo una struttura  MOLTO fai da te ma mi trovo bene e sopratutto è molto economica….

Un palo centrale con due laterali piegati a formare un triangolo e la rete legata sui pali;quando la piantina sarà sufficientemente lunga la accompagno sulla rete…..a mano a mano che la pianta si sviluppa si arrampica da sola sulla rete, i cetrioli una volta grandi penderanno e sarà più facile raccoglierli ed evitare che a contatto con il terreno possano rovinarsi.

Una volta preparato il tutto per prima cosa bagniamo per bene il pezzo di terra dove abbiamo deciso di mettere i cetrioli;  con l’apposito attrezzo prepariamo il buco e mettiamo la pianta a dimora  pressando bene la terra attorno ad essa.

 

Con l’apposito attrezzo facciamo il buco….

…e mettiamo a dimora.

Una volta sistemate tutte piante bagniamo nuovamente il terreno abbondantemente attorno alla pianta.Dovremo avere l’accortezza per i primi 4/5 giorni di bagnare ogni giorno, la sera, le nuove piante sopratutto se le giornate sono particolarmente calde.Una volta che le piante si sono acclimate sarà sufficiente bagnarle al bisogno.Ovviamente in caso di grandi caldi è ovvio che anche le piante hanno bisogno di acqua almeno un giorno si ed uno no.

MI RACCOMANDO di non bagnare assolutamente le piante durante il giorno perchè il calore del sole farebbe evaporare subito l’acqua e rischiereste anche di bruciarle.

Ora abbiamo fatto davvero tutto per quanto riguarda i cetrioli e non ci resta che aspettare di mangiarli!!!

Ovviamente se volete potete anche piantare i cetrioli direttamente in pieno campo:in questo caso preparate ugualmente la struttura e poi al posto delle piantine mettete direttamente i semi alla base della struttura sempre con il terreno bagnato.Tenete ben annaffiato per i primi giorni(l’umidità favorisce il germogliare dei semi) ed attendete di vedere spuntare le piantine…..Una volta grandi accompagnatele sulle rete .

Nel frattempo vi mando qualche foto del mio orticello…

PATATE

PISELLI ( quasi pronti per la raccolta)

LE MIE PICCOLE ZUCCHINE…

Grazie a tutti ed a presto spero di esservi stata utile

L’ORTAGGIO DEL MESE: LE FAVE

 

UN PO DI STORIA.

Le fave, si sa, vanno a braccetto col pecorino, e coincidenza vuole che siano particolarmente amate in due delle regioni che vantano tra le migliori produzioni di questo formaggio stagionato, Lazio e Sardegna. Ma in realtà la Vicia Faba, famiglia delle Leguminose, è ormai diffusa non solo in tutta Italia, per quanto sia più coltivata nel meridione, ma in tutto il mondo. Basti pensare che uno dei maggiori produttori mondiali è la Cina, e in fondo le fave hanno origini asiatiche, per quanto fossero già perfettamente conosciute ai tempi dell’antica Grecia e non mancavano mai sulle tavole dei Romani.

Pur essendo stato un legume molto apprezzato nell’antichità, la fava ha avuto una diminuzione della sua produzione in Italia nel corso degli ultimi decenni, concentrando maggiormente la sua coltivazione  appunto nelle regioni del sud e nelle isole.Eppure questo legume ha una lunga tradizione culinaria in Italia.

ASPETTI NUTRIZIONALI

Il contenuto proteico ne ha fatto per lunghi periodi uno dei classici cibi dei poveri, grazie al prezzo economico, alla facilità di coltivazione e diffusione, e alle ottime proprietà salutari e nutrizionali. Le fave garantiscono infatti l’apporto di  ferro e altri  minerali ( ferro, potassio, magnesio), e una notevole quantità di vitamine, ovviamente se consumate crude, poiché la cottura spesso distrugge alcuni dei componenti.

 Tuttavia sono offlimits per le persone soggette al favismo, una carenza ereditaria di un enzima (G6PD) che può provocare delle serie crisi anemiche a distanza di poche ore dal consumo di fave fresche.

VARIETÀ

Questa pianta presenta numerose varietà, di cui alcune destinate al consumo animale come foraggio (quelle dette favetta e favino); la fava da orto, che appartiene al gruppo cosiddetto major, è invece quella che si trova sulle tavole a partire dal periodo primaverile, sotto forma di baccelli che contengono grandi semi schiacciati, che vanno consumati dopo aver eliminato la parte esterna. La pianta può raggiungere i 140 centimetri di altezza; i baccelli hanno dimensioni che arrivano a circa 25 centimetri, e contengono in genere tra i cinque e i dieci semi.

IN CUCINA

Come tutti i legumi, le fave mostrano una certa facilità nella conservazione, per cui posso essere reperibili sia fresche, sia essiccate, sia congelate. A differenza di fagioli, lenticchie ecc. però, le fave presentano il vantaggio di poter essere mangiare anche crude: un vantaggio sia dal punto di vista del sapore, sia da quello delle proprietà nutritive, poiché vitamine e minerali non vengono distrutti dalla cottura.
Se si opta per le fave fresche, che in genere si iniziano a trovare a primavera inoltrata, è sufficiente aprire il baccello, estrarre il seme ed eliminare la pellicola che lo racchiude, il cosiddetto tegumento. Le fave così consumate possono essere accompagnate da formaggi, come dicevamo dal  pecorino, da salumi, in particolare pancetta o prosciutto, essere presentate come antipasto( un’idea potrebbe essere una bruschetta con fave passate in padella con un po di aglio ed una bella spolverata di prezzemolo) Con pecorino e pancetta si possono realizzare condimenti per paste, sfoglie, finger food, e le fave possono essere presentate anche in purea.
Cotte, invece, le fave possono arricchire zuppe e minestroni, insieme ad altre verdure e legumi, possono essere consumate come contorno a sé, e, come detto, possono dare origine a un ottimo purè.

Proprietà salutari
Tantissima acqua, proteine e fibre, quasi irrilevante la presenza di grassi: queste caratteristiche fanno delle fave un cibo ipocalorico e con ottimi benefici sulla salute. Il basso apporto calorico, circa 70 calorie per cento grammi di fave, ne fa un cibo adatto alle diete ipocaloriche; ovviamente si parla di fave fresche, poiché quelle essiccate hanno valori nutrizionali completamente diversi e sono molto più caloriche.
L’acqua e le fibre aiutano sia la diuresi sia la motilità intestinale, insieme ai tanti minerali presenti. Tra questi spicca il ferro, ovviamente vegetale, che ne fa un cibo consigliato anche in casi di carenza di questo minerale. Tante le vitamine, tra cui l’acido ascorbico. Come ovvio, queste proprietà si mantengono nel cibo crudo, mentre in quello cotto molte sostanze vanno incontro a deterioramento. Una particolarità della pianta delle fave, per quanto ciò dipenda moltissimo dalla varietà, è la presenza di levodopa.
Come detto, le fave presentano anche una controindicazione gravissima, legata a una malattia che non a caso viene detta comunemente favismo. Si tratta di una patologia correlata al deficit di un enzima, il G6PD: le persone che presentano questa caratteristica, se esposte a determinate sostanze, possono andare incontro a varie conseguenze anche gravi, come l’anemia emolitica. In realtà non tutti coloro che presentano questo deficit reagiscono necessariamente proprio alle fave; mentre tutti coloro che sono affetti da favismo presentano la carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.

La semina delle fave nell’orto

Periodo di semina. Le fave si seminano tra ottobre e marzo, a seconda del clima, la pianta ha portamento eretto e raggiunge un metro di altezza, producendo 5-6 bacelli.

Sesto di impianto. La fava si semina a file distanti 70 cm tra loro, sulla fila il seme si interra ogni 20 cm. Se non emerge in tempo debito i semi rischiano di essere mangiati dagli insetti. I semi si metono a 4-6 cm di profondità.

Clima e terreno ideale. La fava ama temperature tra i 15 ed i 20 gradi, comunque non sotto i 5 gradi e un ph del terreno compreso tra 5,5 e 6,5.

La coltivazione

La fava è una verdura semplice da coltivare, valgono  praticamente le stesse regole come per coltivare i fagioli. Dal punto di vista dell’irrigazione le piante di fava necessitano acqua durante la fioritura, appena spuntano i primi fiori bisogna quindi garantire una corretta innaffiatura alle piante. La fava teme la siccità prolungata ma anche i ristagni idrici che provocano marciumi e malattie.

La coltivazione dopo la semina oltre a irrigare prevede scerbature e sarchiature per il controllo delle erbacce e qualche zappettatura per tenere soffice il terreno. Si può poi fare una rincalzatura per proteggere la pianta dal freddo e stimolarne le radici.

Le avversità: malattie e insetti

La fava teme particolarmente gli afidi, non per niente l’afide nero viene chiamato proprio “afide nero della fava”.

Il tonchio è invece un coleottero che può danneggiare gravemente il raccolto. Da tonchio e afidi si possono difendere le fave seguendo le stesse indicazioni che vengono fornite per le piante di fagiolo.

Tra le malattie l’avversità peggiore è il carbone della fava, un fungo che in situazioni di prolungata umidità può far morire le radici della pianta.

La raccolta

Le fave si raccolgono tra maggio e giugno, prima che il seme diventi duro,  e si possono mangiare anche crude. Se il seme è troppo maturo occorre sbucciare il legume prima di consumarlo. Il momento adatto alla raccolta si verifica al tatto sentendo i semi dentro al bacello.

Una volta raccolte le fave si possono essiccare o conservare congelate. All’essiccazione bisogna stare attenti al tonchio . Le fave secche possono anche essere ridotte in farina, da usare poi in cucina e nei minestroni di verdura.

 

riga verde

RINVASIAMO LE PIANTINE

Un po di tempo fa abbiamo messo a dimora i semi dei pomodori, dei cetrioli e delle zucchine ..anche della bieta.Il tempo non ci ha aiutato molto perchè in questo periodo non ha fatto molto caldo per favorire la germinazione e lo sviluppo delle piante ma…..ce l’abbiamo fatta!!

Ora le nuove piante sono sufficientemente grandi per poter essere separate e messe in alloggio singolo per farle fortificare prima della messa a dimora definitiva.

Ovviamente io mi riferisco alla zona in cui io abito…ognuno di voi si regoli dietro al clima che ha nella sua zona.Il procedimento non cambia ,cambia solo il periodo in cui ognuno di voi farà i procedimenti che vi ho insegnato basandosi sul clima che ha.

Allora dicevamo che le piantine sono nate e cresciute abbastanza per poter essere divise .Quello che dobbiamo fare è :per i pomodori procuriamoci delle vaschette a 6 posti tipo quelle che ci danno nelle serre; dal vaso che contiene tutte le piantine ne preleviamo delicatamente un paio andando con la mano bene dentro il vaso fino alle radici….

 

 

Ora mettiamo un pochino di terra nel nostro nuovo contenitore,separiamo delicatamente la piantine e ne mettiamo una per ogni alloggio ricoprendo per bene di terra tutta la piantina e pressiamo un pochino la terra attorno alla piantina.Procediamo in questo modo scegliendo le piante più forti e scartando quello che si presentano più esili.

Stesso procedimento lo faremo con le piantine di zucchine,dove però magari possiamo usare anche dei piccoli vasetti perchè già la pianta di base è più grande, uguale faremo per i cetrioli e per la bieta.

In sostanza questo è il metodo per preparare qualsiasi piantina vogliate per il vostro orto.L’ultima cosa che ci resta da fare è annaffiare la piantine prima di riporle nuovamente in un luogo luminoso e riparato dal freddo e dalla correnti d’aria ancora per una quindicina di giorni.

Mantenere sempre una lieve umidità  al terreno delle piantine annaffiando un pochino al bisogno

Spero di essere stata abbastanza chiara nella spiegazione ed ora…..buon lavoro a tutti!!

PIANTIAMO L’AGLIO

Quante volte vi è capitato di comperare l’aglio,tenerlo fermo in frigo per un po e poi ritrovarvi con gli spicchi che germogliano…ebbene non buttateli !!!Semplicemente piantateli e da ogni singolo spicchio avrete una testa d’aglio nuova.Vediamo insieme come fare ….

Quello che ci serve è qualche vasetto piccolo ed un po di terriccio .

Mettete un pochino di terra nel vaso, inserite in ciascun vaso uno spicchio d’aglio tenendo la parte con il germoglio rivolta verso l’alto ed aggiungete ancora altra terra fino a ricoprire del tutto lo spicchio ma lasciando fuori di un pochino la punta del germoglio.

Ora annaffiate abbondantemente e mettete in un luogo riparato dal freddo ed esposto alla luce del giorno.Ricordatevi di tenere il terreno sempre umido con annaffiature regolari ed in poco tempo vedrete svilupparsi la vostra piantina d’aglio.

In questo modo abbiamo evitato di buttare l’aglio che così non era utilizzabile guadagnando  da ogni spicchio una pianta intera senza tenere conto che non abbiamo sprecato nulla….anzi!!  Buon lavoro e buon raccolto!!